Vannacci perde i pezzi: Orta lascia per l'adesivo 'Negozio Italiano'

Il consigliere comunale ex FdI saluta il Generale e la collega Toppetti a seguito della campagna sugli adesivi con la bandiera tricolore per i negozi pescaresi

Vannacci perde i pezzi: Orta lascia per l'adesivo 'Negozio Italiano'

Cristian Orta lascia Futuro Nazionale, il movimento fondato dal generale Roberto Vannacci, e torna nel Gruppo misto del Consiglio comunale di Pescara. La decisione arriva dopo soli tre mesi dall'adesione al partito e scatta sulle polemiche legate alla campagna "Negozio italiano", promossa in città dalla capogruppo Valeria Toppetti con gli adesivi tricolore destinati alle vetrine dei commercianti.

Orta, ex consigliere di Fratelli d'Italia ed ex assessore comunale, aveva formalizzato l'ingresso in Futuro Nazionale lo scorso 14 luglio insieme a Toppetti, anch'essa proveniente da Forza Italia. Ora, con il suo addio, la capogruppo resta l'unica rappresentante del movimento di Vannacci in Consiglio comunale.«Gli ultimi accadimenti avvenuti in questi mesi hanno colpito la mia sensibilità. La mia coerenza non è in vendita», ha dichiarato Orta, spiegando che il punto di non ritorno è stato proprio lo scontro sull'iniziativa "Negozio italiano". Il consigliere annuncia ora una fase di riflessione sulla propria prossima collocazione politica, con l'obiettivo dichiarato di costruire «un nuovo progetto nell'interesse di Pescara».

La campagna, lanciata a livello nazionale da Futuro Nazionale e portata a Pescara da Toppetti, prevedeva la consegna di adesivi con la bandiera tricolore ai negozi con gestione italiana e prodotti Made in Italy, presentata come un riconoscimento per valorizzare il commercio locale e le attività storiche. L'iniziativa è però finita subito al centro di un acceso dibattito: diversi commercianti che avevano aderito hanno revocato la propria partecipazione, sostenendo di aver creduto di ricevere un riconoscimento istituzionale e non un'iniziativa legata al partito di Vannacci, versione più volte smentita dalla promotrice. Alla polemica si è aggiunta la contromossa del tabaccaio Giacomo Di Matteo, che ha lanciato l'adesivo alternativo "Negozio umano, 100% accogliente", spingendo altri esercenti a staccare il bollino tricolore. Ed anche quella delle Carrozzine Determinate Abruzzo che denunciano che oltre il 70% dei negozi pescaresi è inaccessibile al portatori di handicap sulla mobilità.

Valeria Toppetti ha respinto le accuse, parlando di una «polemica inutile che ne travisa il senso strumentalmente e totalmente» e di una «violenta aggressione» ai suoi danni alimentata dai social e, a suo dire, anche dalla stampa. «Difendere le attività commerciali della tradizione locale non significa discriminare nessuno», ha ribadito la capogruppo, sottolineando che sull'adesivo campeggiava solo il tricolore, senza alcun logo di partito.

La vicenda lascia così Futuro Nazionale ridotto all'osso in Consiglio comunale: da due rappresentanti a uno solo, con Orta pronto a valutare nuove strade politiche e Toppetti rimasta sola a difendere una campagna che, in pochi giorni, si è trasformata in un autogol per il movimento di Vannacci a Pescara.