Pescara, ancora un boccone amaro all'Adriatico

Non basta Parigi, il Guidonia agguanta il pari allo scadere

Pescara, ancora un boccone amaro all'Adriatico

Resta un senso di forte incompiutezza al triplice fischio del posticipo dell’Adriatico. Il Pescara accarezza la vittoria fino agli sgoccioli del match, ma alla fine si deve accontentare di un 1-1 contro il Guidonia che lascia grande amaro in bocca. Una prestazione fatta di occasioni create, momenti di buon calcio e il vantaggio firmato Parigi, prima dell'ennesima disattenzione difensiva che è costata due punti preziosi per la classifica e per il morale.


​Mister Buscè decide di confermare per nove undicesimi la formazione vittoriosa a Livorno, inserendo Sardo e Ferraris dal primo minuto al posto di Erradi e D’Ausilio. Nel Guidonia, riflettori puntati sul grande ex di turno, Franco Ferrari.
​I ritmi si alzano subito: al 7′ il Guidonia esulta per la rete di Tonetto, ma il supporto FVS annulla per posizione irregolare. Al 22′ è invece il Pescara a protestare chiedendo un calcio di rigore per un presunto fallo di mano di Mastrantonio in area, non accordato dopo la revisione video. L'occasione più ghiotta per sbloccarla capita sui piedi di Ferraris al 28′, ma l'attaccante sciupa a tu per tu con l'estremo difensore laziale. Sul capovolgimento di fronte è Fiorillo a salire in cattedra, opponendosi con un grande intervento alla conclusione a botta sicura di Spavone.
​La nota stonata della prima frazione arriva al 32′, quando uno scontro di gioco costringe sia Ferraris sia Sardo ad abbandonare prematuramente il campo: dentro Erradi e D’Ausilio. Nel finale di tempo le squadre si affrontano a viso aperto: Fiorillo si fa trovare pronto su Murgia e Ferrari, mentre sul fronte opposto Parigi e Vitali (con una splendida conclusione al volo vicina all'incrocio) sfiorano il gol del vantaggio.


​Nella ripresa, sotto una pioggia battente, Buscè aumenta il peso offensivo inserendo Merola – al rientro dall'infortunio – al posto di Vitali. Il Pescara prende d'assedio l'area avversaria: al 65′ D’Ausilio spreca un contropiede d'oro davanti a Drago e, sulla battuta a rete, Merola viene provvidenzialmente anticipato.
​La pressione abruzzese viene finalmente premiata al 78': traversone perfetto dalla sinistra di Motta e stacco aereo perentorio di Giacomo Parigi, che trafigge Drago e fa esplodere l'Adriatico.
​Pochi minuti dopo, Merola ha sui piedi il pallone del definitivo KO, ma si fa ipnotizzare da Drago in uscita mantenendo a galla gli ospiti. Un errore che pesa come un macigno: all'89′, infatti, il Guidonia trova il pertugio giusto con Borghini, bravo a coordinarsi in area e trafiggere Fiorillo col mancino per l'1-1 definitivo.
​nei cinque minuti di recupero non succede più nulla. Per il Delfino resta la delusione per un successo interno che manca ancora all'appello e un trend casalingo da invertire al più presto. L'occasione per il riscatto si presenterà già domenica prossima, quando all'Adriatico arriverà l'Ostiamare.

 

Immagine di copertina: Pescara Calcio. Credits: Massimo Mucciante