“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Pescara, si riparte: Buscè si presenta, Sebastiani apre all’azionariato
Il DS Pasquale Foggia fa mea culpa per la retrocessione
Questa mattina si è svolta la conferenza stampa di presentazione del nuovo tecnico del Pescara Antonio Buscè. Queste le sue prime parole. "Arrivo in una piazza che respira calcio e che vanta una storia prestigiosa. Porto con me entusiasmo, personalità e, soprattutto, totale trasparenza", ha esordito Buscè. Consapevole del clima di scetticismo dopo la recente retrocessione, il mister ha tracciato la rotta: "La scorsa stagione è stata fallimentare, per questo il nostro primo obiettivo deve essere quello di ritrovare la fiducia dell’ambiente attraverso la cultura del lavoro e la giusta mentalità. Con il presidente e il direttore c'è stata subito un'intesa schietta e familiare. Qui non servono sotterfugi: bisogna solo mettere la testa bassa e pedalare".
Sul fronte tattico e sul mercato, Buscè preferisce non sbilanciarsi, rimandando ogni decisione al rettangolo verde: "Questo sarà il mio trentacinquesimo anno nel calcio professionistico e so bene che la maglia va sudata. Avremo un organico composto da un mix di giovani promesse ed elementi di esperienza. Le partenze dei senatori? Nel calcio sono dinamiche normali, le decisioni dei singoli vanno rispettate perché trattenere giocatori controvoglia è controproducente. Basti pensare al capolavoro di due anni fa: non c'erano nomi altisonanti, lo sono diventati dopo sul campo. Per quanto riguarda Langella e Mazzocchi, li stimo e li conosco bene, ma ogni scelta di mercato verrà concordata con la società".
Nessuna ansia, inoltre, per una rosa ancora da completare prima del ritiro: "Anche da calciatore non mi è mai capitato di iniziare il ritiro con la squadra fatta. Valuterò attentamente il gruppo già a disposizione. L'obiettivo? Alzare l’asticella, valorizzare i giovani e far crescere i più esperti. Il mio modulo preferito? Ho proposto spesso il 4-3-3, a Vibo e Cosenza ci siamo divertiti molto e abbiamo fatto bene, ma serve equilibrio e i giocatori adatti. Promesse non ne faccio, la mia unica medicina è il campo".
Il presidente Sebastiani ha spiegato i motivi che lo hanno portato a scegliere l'ex tecnico di Vibonese e Rimini: "Ripartiamo da Buscè sperando di poter avviare un progetto duraturo. È l'allenatore ideale per la nostra filosofia, incentrata sulla valorizzazione dei giovani affiancati da calciatori d'esperienza. Fa un calcio propositivo, lo ricordo bene quando ci affrontò a Rimini nell'anno della nostra promozione".
Il patron ha poi affrontato i temi societari, non nascondendo la volontà di passare la mano qualora si presentassero le giuste condizioni: "Io sarei pronto a fare un passo indietro anche domani, ma servono acquirenti seri. Ci sono alcune trattative in corso che porto avanti senza fretta. Nel frattempo, accolgo con enorme favore l'iniziativa di un azionariato popolare, sul modello di quanto si sta facendo positivamente a L'Aquila".
Sebastiani ha poi risposto alle domande sulle partenze eccellenti: "Avremmo voluto trattenere elementi come Brugman, Acampora, Insigne e Olzer, ma i ragazzi hanno espresso chiaramente la volontà di giocare in Serie B. Non c'era alcuna promessa di cessione automatica, ma abbiamo rispettato le loro ambizioni di categoria". Infine, una battuta sul legame con Marco Verratti: "Con Marco c'è una totale unità d'intenti. Sia chiaro: Verratti non è il bancomat del Pescara, non lo permetterei mai. Il calcio oggi impone sostenibilità. Se ci sarà un passaggio di quote sarà totale, ma siamo pronti a fare da traghettatori per garantire il futuro del club. Con me al timone, il Pescara non fallirà. E la squadra per la nuova stagione è già praticamente pronta".
A chiudere il cerchio è stato il direttore sportivo Pasquale Foggia, che ha subito voluto fare "mea culpa" per l'epilogo dello scorso campionato: "Le colpe della retrocessione sono esclusivamente mie, non cerco scuse. Sicuramente alcuni episodi e decisioni arbitrali, come contro Padova, Sampdoria o Südtirol, ci hanno penalizzato, ma ormai fa parte del passato e non serve recriminare sul rigore di Padova".
Il ds ha poi blindato alcuni pezzi pregiati e difeso l'operato societario: "Chi critica le nostre scelte di gennaio dimentica che molti dei nostri ex giocatori oggi sono andati in categorie superiori, come Desplanches in A o Cagnano e Di Nardo in B, così come mister Gorgone che ora allena il Catanzaro. Abbiamo vinto la Serie C andando al doppio della velocità degli altri".
Per il futuro, Foggia traccia una linea improntata sul pragmatismo: "Non inseguiremo nomi altisonanti, ma profili funzionali all'idea di gioco di Buscè. Non siamo qui per fare da comparsa: il Pescara deve tornare a essere protagonista".




