Vince la poltrona. Nuova Pescara rinviata al 2029

Sospiri: «Modifica alla legge regionale allo studio della Commissione legislativa». Previsto un ufficio speciale per la fusione presieduto da Marsilio

Vince la poltrona. Nuova Pescara rinviata al 2029

La fusione che avrebbe dovuto dare vita alla Nuova Pescara slitta al 2029. È quanto emerso dalle recenti dichiarazioni del presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo, Lorenzo Sospiri, che ha annunciato come sia allo studio della Commissione legislativa della Regione Abruzzo una modifica alla legge regionale istitutiva del nuovo comune di Pescara.

La modifica prevede il rinvio al 2029 dell'unificazione amministrativa di Pescara, Montesilvano e Spoltore e l'istituzione di un ufficio speciale per la fusione presieduto dal presidente della Giunta regionale, Marco Marsilio. Una decisione che, di fatto, manderebbe a scadenza elettorale sia il Comune di Pescara che il Comune di Montesilvano, con le rispettive amministrazioni che resteranno in carica fino alla nuova tornata alle urne.

L'attuale legge regionale 13 del 2023 fissava l'istituzione del nuovo Comune di Pescara al 1° gennaio 2027. Il rinvio al 2029, dunque, sposta in avanti di due anni l'intero cronoprogramma. Il referendum consultivo votato dai cittadini pescaresi, montesilvanesi e spoltoresi, invece, e' datato maggio 2014.

Sospiri, primo firmatario della legge regionale che aveva definito il percorso, aveva già aperto nei mesi scorsi alla possibilità di una proroga. «Io sono certo di due questioni: la nuova città sarà costituita e si farà nel tempo necessario per farla per bene», aveva dichiarato. «Se i comuni chiederanno del tempo maggiore per fare per bene le cose, noi valuteremo questa opportunità. Ma il processo di costituzione della nuova città non si fermerà». Il presidente del Consiglio regionale aveva anche spiegato le ragioni del ritardo: «Scontiamo quattro anni di ritardi per una legge fatta tardi e male dall'allora governo regionale di centrosinistra. Poi abbiamo avuto due anni e mezzo di pandemia e due elezioni, una, frutto di un ricorso al Tar, di cui non si sentiva proprio la necessità».

La modifica in preparazione non sarà una semplice proroga, ma una vera e propria legge di riforma. «Il testo di riforma della legge istitutiva che dovremmo porre all'attenzione del consiglio regionale è un testo che cambia la narrazione, non è un testo per prorogare la legge esistente», aveva precisato Sospiri.

Il nuovo testo prevede un ufficio di fusione composto da dirigenti e direttori dei tre Comuni, con a capo un dirigente o un direttore della Regione nominato da Marsilio, che avrà poteri sostitutivi. Una sorta di commissario che potrà intervenire in caso di inerzia da parte delle amministrazioni locali.

Il rinvio al 2029 coincide, inoltre, con la scadenza naturale della legislatura regionale guidata da Marsilio. Sospiri aveva più volte assicurato che «questa legislatura regionale non terminerà senza la costituzione del nuovo Comune», indicando proprio nel 2029 il limite temporale entro cui arrivare alla fusione.

La decisione definitiva dovrà passare attraverso il voto del Consiglio regionale, dove al momento non risulta ancora un accordo pieno all'interno della maggioranza di centrodestra sulla data esatta del rinvio.

Ma i dubbi e i nodi irrisolti riguardano anche altro.

In primis, c'è il timore del ricorso al Tar annunciato dai comitati cittadini pro fusione che potrebbero ottenere 'giustizia' dal tribunale amministrativo e far nominare un commissario ad acta per concludere il processo di fusione. In saecundis, la questione dell'architettura della nuova città - leggi statuto - che prevede tre/quattro municipi e la moltiplicazione di consiglieri, assessori, presidenti.

Anche in questo caso non c'è unità di vedute, ma l'esperienza ci porta a sospettare che "più ce ne sono, più durano, meglio è" (a proposito di poltrone).