“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Nuova Pescara, arrivederci. Forse al 2029?
Manca solo l’atto formale ma la Regione Abruzzo si prepara ad emendare la legge istituiti a 13/2023 sulla fusione di Spoltore Montesilvano con Pescara
Dopo mesi di incertezze, rinvii e confronti politici, il processo di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore sembra aver trovato una nuova collocazione temporale. La Regione Abruzzo, infatti, si appresta a modificare la legge regionale 13/2023, spostando la nascita ufficiale della “Nuova Pescara” dal 1° gennaio 2027 al 2029, in coincidenza con la scadenza dell’attuale consiliatura regionale guidata da Marco Marsilio.
Il 31 agosto 2026, l’Assemblea Costitutiva – composta dai consiglieri comunali dei tre enti coinvolti – ha approvato a larga maggioranza (38 voti favorevoli) la relazione tecnica che certifica l’impossibilità di completare il processo di fusione entro i termini originariamente previsti. Il documento, predisposto dall’Ufficio di fusione, evidenzia criticità amministrative e tecnico-giuridiche che rendono impraticabile il lancio del nuovo Comune all’inizio del 2027. Di conseguenza, la palla è passata alla Regione, chiamata a legiferare in merito al differimento.
Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri (Forza Italia), ha confermato l’orientamento verso il 2029, definendo il rinvio “doloroso ma necessario”. «Questa consiliatura non terminerà senza aver fatto il processo di fusione», ha dichiarato, sottolineando come la scadenza del 2029 rappresenti un obiettivo realistico per portare a compimento l’unione dei tre Comuni. Secondo Sospiri, se i Comuni richiederanno ulteriore tempo per svolgere al meglio i passaggi propedeutici, la Regione valuterà positivamente la proroga, purché il processo non si areni definitivamente.
Le posizioni nel panorama politico abruzzese restano tuttavia articolate o fluide:
- Carlo Masci, sindaco di Pescara, si è detto favorevole a un rinvio, pur auspicando che non diventi un alibi per l’inerzia.
- Luciano D’Alfonso, deputato e storico promotore della fusione, ha ribadito la necessità di un “progetto strategico” per la nuova città, andando oltre la mera unione amministrativa degli uffici.
- Il Movimento 5 Stelle, attraverso i consiglieri Paolo Sola ed Erika Alessandrini, ha invece chiesto l’applicazione rigorosa della legge vigente e la nomina immediata di un commissario ad acta dal 1° gennaio 2027, senza ulteriori slittamenti.
- I Comitati cittadini per la Nuova Pescara hanno scritto al presidente Marsilio e a Sospiri, chiedendo il rispetto della volontà popolare espressa nel referendum del 2014 e l’applicazione integrale della legge 13/2023. Questi ultimi, tra l’altro, hanno minacciato il ricorso al TAR per l’applicazione del sopracitato dispositivo legislativo che, stando a quanto dichiarato, risponderebbe alla necessità di procedere con l sostituzione dei poteri dei sindaci attuali e delle loro amministrazioni con un commissario ad acta.
L’emendamento alla legge 13/2023 dovrebbe:
- Posticipare la data di efficacia della fusione al 2029;
- Consentire ai tre Comuni di completare gli adempimenti tecnici, statutari e organizzativi;
- Mantenere invariato l’obiettivo di creare un unico ente di quasi 200.000 abitanti, con un nuovo sindaco e un consiglio eletti direttamente dai cittadini.
Il rinvio al 2029 non è esente da rischi. Da un lato, offre più tempo per costruire un progetto solido; dall’altro, espone il processo a possibili cambi di scenario politico e a nuove elezioni regionali, che potrebbero rimettere in discussione gli equilibri attuali.
Manca dunque solo l’atto formale della Regione Abruzzo, che dovrebbe arrivare nelle prossime settimane. Una volta emendata la legge, partirà ufficialmente il conto alla rovescia verso il 2029, anno in cui Pescara, Montesilvano e Spoltore diranno addio alla propria autonomia comunale per dare vita alla Nuova Pescara.



