Mercato ittico di Pescara, M5S-Pd-Avs: «La marineria non è sola»

Alla riapertura delle attività Sola, Giampietro e Di Ciano incontrano gli operatori. Dubbi sul trasferimento in banchina sud: «La prova andava fatta prima dei lavori, rischio danno erariale»

Mercato ittico di Pescara, M5S-Pd-Avs: «La marineria non è sola»

Alla ripresa delle attività del mercato ittico di Pescara erano presenti anche i capigruppo comunali di Movimento 5 Stelle, Partito Democratico e Alleanza Verdi e Sinistra. Paolo Sola, Piero Giampietro ed Enrico Di Ciano hanno voluto assistere alla riapertura e incontrare direttamente gli operatori della marineria pescarese.

«Abbiamo voluto essere qui alla riapertura non per una visita di circostanza – commentano Sola, Giampietro e Di Ciano – ma per verificare sul campo il regolare svolgimento delle operazioni e confrontarci con chi questo mercato lo vive e lo fa funzionare ogni giorno. Nei mesi scorsi non sono mancati problemi e disservizi e riteniamo importante che le istituzioni continuino a mantenere alta l’attenzione».

Una presenza che vuole essere anche un segnale di vicinanza a un comparto in una fase particolarmente delicata, alle prese con i continui problemi legati al dragaggio e con l’aumento dei costi del carburante. Questioni sulle quali, nonostante le misure adottate nelle ultime settimane, gli operatori continuano a chiedere interventi capaci di garantire sostenibilità economica e prospettive al settore.

«Ma a Pescara – proseguono i tre capigruppo – a queste difficoltà se ne aggiunge una tutta locale: l’incertezza sul futuro del mercato ittico e il trasferimento nella nuova sede sulla banchina sud, rispetto alla quale da mesi una parte importante degli operatori manifesta forti perplessità, soprattutto sugli spazi disponibili e sulla concreta funzionalità della struttura».

Una vicenda sulla quale M5S, Pd e Avs chiedono che siano gli operatori, e non la politica, ad avere l’ultima parola sulla concreta funzionalità degli spazi. Lo stesso Comune ha annunciato ieri che, una volta conclusi i lavori, sarà effettuata una prova nella nuova struttura per verificarne il funzionamento.

«Una prova che, però, andava fatta prima di avviare i lavori e prima di impegnare le casse comunali in una spesa così importante – incalzano Sola, Giampietro e Di Ciano – non quando ormai l’intervento è in corso e le risorse sono state stanziate. Il rischio è quello di arrivare alla fine dei lavori per scoprire ciò che la marineria sostiene da mesi: che quegli spazi potrebbero risultare insufficienti e inadeguati alle reali esigenze del mercato ittico. Se così fosse, ci troveremmo davanti a una scelta compiuta nonostante le ripetute contestazioni degli operatori e a risorse pubbliche spese per una struttura che potrebbe non rispondere allo scopo per cui è stata realizzata, con la conseguente necessità di verificare anche eventuali profili di responsabilità per danno erariale. Uno scenario che oggi può e deve ancora essere evitato».

«Per questo continuiamo a sostenere una cosa molto semplice: le decisioni sul futuro del mercato ittico non possono essere calate dall’alto contro la volontà di chi ci lavora ogni giorno. Prima di andare oltre bisogna ascoltare davvero la marineria e verificare che le scelte compiute siano concretamente compatibili con le sue esigenze. Il messaggio che vogliamo mandare oggi alla ripresa delle attività – concludono Paolo Sola, Piero Giampietro e Enrico Di Ciano – è però soprattutto uno: la marineria pescarese non è sola. Dietro ogni barca che torna in mare, ogni cassetta che arriva all’asta e ogni impresa che continua a resistere ci sono famiglie, posti di lavoro e un pezzo della storia economica e dell’identità di Pescara. Un patrimonio che merita di essere ascoltato, difeso e tutelato molto più di quanto abbia fatto finora l’Amministrazione Masci».