Mercato ittico, Presutti (PD): «Non è un trasferimento: è una scissione»

Il consigliere deposita un’interrogazione in dodici punti costruita esclusivamente sulle carte del progetto: «La demolizione non è stata revocata: è rimasta senza soldi. Leggi l'articolo

Mercato ittico, Presutti (PD): «Non è un trasferimento: è una scissione»

«Non commento dichiarazioni. Commento documenti». Con questa premessa il consigliere comunale del Partito Democratico Marco Presutti ha depositato un’interrogazione a risposta scritta urgente sul futuro dell’immobile che ospita il mercato ittico all’ingrosso di via Raffaele Paolucci: dodici quesiti costruiti, uno per uno, sugli atti approvati dalla Giunta Masci e sugli elaborati tecnici allegati. «Da mesi su questa vicenda si discute di intenzioni, rassicurazioni e smentite», afferma Presutti. «Io ho letto le carte. E le carte dicono tre cose che sinora sono rimaste sotto traccia»

La prima: la demolizione non è stata revocata. Il Documento di Indirizzo alla Progettazione, approvato con delibera di Giunta n. 246 dell’8 aprile 2025, prevedeva testualmente la «demolizione senza ricostruzione» dell’immobile, identificato in catasto al foglio 27, particella 1246. Nel Progetto di Fattibilità approvato un anno dopo, con delibera n. 205 del 19 marzo 2026, quella previsione non compare più. Ma la relazione tecnica generale allegata a quel progetto spiega il perché in termini che non lasciano spazio a interpretazioni: le somme disponibili non bastavano, «l’importo previsto per i lavori di demolizione e smaltimento del fabbricato dell’ex mercato ittico è risultato essere significativamente elevato rispetto alle risorse economiche disponibili», e dunque «l’Amministrazione ha deciso per lo stralcio». «Uno stralcio non è un annullamento», sottolinea Presutti. «Significa che l’intervento resta previsto e semplicemente non è finanziato. Nessun atto ha mai revocato la demolizione: è stata messa da parte perché costava troppo. Chi ha rassicurato la città dicendo che l’edificio non si tocca più dovrebbe spiegare su quale documento si fonda quella rassicurazione, perché negli atti io non l’ho trovato».

La seconda: la delibera che ha cancellato la demolizione non lo dice. Né il testo deliberativo della n. 205/2026 né la relazione istruttoria che l’accompagna danno conto dello stralcio dell’intera Area 1. La modifica compare soltanto dentro un elaborato tecnico allegato. «Una modifica sostanziale del perimetro di un’opera da due milioni di euro non può restare sepolta in un allegato», osserva il consigliere. «Chi legge la delibera non se ne accorge».

La terza, e la più rilevante: il nuovo mercato non è autosufficiente. Il 28 luglio 2025 il Servizio Veterinario della ASL di Pescara ha prescritto, per la nuova sede della banchina sud, una struttura dedicata allo stoccaggio delle cassette del pescato, con requisiti igienici puntuali. La risposta del Comune è messa nero su bianco, identica, in tre distinti elaborati del progetto poi approvato: per lo stoccaggio delle cassette «l’Amministrazione committente ha disposto di utilizzare il magazzino della vecchia sala d’asta, attualmente adibito a tale uso». «Qui la vicenda cambia natura», afferma Presutti. «Il Comune ha certificato per iscritto, davanti all’autorità sanitaria, che la conformità igienica del nuovo mercato dipende dal fatto che il vecchio resti in funzione. Lo stesso edificio che il vicesindaco ha definito pubblicamente, il 13 agosto scorso, obsoleto e con criticità insuperabili, colpito nel 2016 da un’ordinanza sindacale di inagibilità parziale per dissesto strutturale dei solai di copertura, e che il progetto originario voleva abbattere, è nel frattempo diventato indispensabile al funzionamento della struttura che dovrebbe sostituirlo. Non stiamo trasferendo un mercato: lo stiamo spezzando in due, su due sponde del fiume, con le cassette che dovranno fare la spola ogni giorno. Vorrei sapere chi le trasporta, con quali mezzi, a spese di chi e per quanto

L’interrogazione chiede inoltre:

- se la ASL veterinaria sia stata formalmente informata che il deposito individuato si trova nell’immobile di cui il Comune stesso documenta il dissesto strutturale;
- se sia stata acquisita la valutazione del Genio Civile richiesta dopo la classificazione dell’intera area in zona P4 del Piano Stralcio Difesa Alluvioni — pericolosità idraulica molto elevata, con misure di salvaguardia vincolanti dal 9 luglio 2025;
- quale sorte attenda gli uffici comunali e le associazioni tuttora ospitati nell’edificio.

Non mancano i rilievi formali. La delibera n. 205 del 19 marzo 2026 indica come atto approvativo del Documento di Indirizzo una delibera che aveva un altro oggetto, e richiama una determinazione dirigenziale datata 11 giugno 2026: quasi tre mesi dopo la delibera che la cita.

La spesa, dichiaratamente finanziata con fondi FSC 2021/2027, trova infine corrispondenza in un capitolo di entrata rubricato come contributo statale PNRR.

«Non chiedo al Sindaco di cambiare idea», conclude Presutti. «Chiedo che l’Amministrazione dica ai pescaresi, con un atto e non con un annuncio, che cosa ne sarà di quell’edificio e di quell’area. Perché finché non lo dice, l’unica previsione scritta e mai revocata resta la demolizione».