“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Caos nuova Pescara, la Regione scrive il rinvio: nascerà il 1° febbraio 2029
L'emendamento firmato da Sospiri proroga di due anni la fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Ma nella maggioranza di centrodestra è scontro sulla data e sul metodo
La Nuova Pescara non nascerà il 1° gennaio 2027. La data sul calendario, ormai, è un'altra: 1° febbraio 2029. È questa la sostanza dell'emendamento alla legge regionale 13/2023 che il presidente del Consiglio regionale dell'Abruzzo, Lorenzo Sospiri (Forza Italia), ha scritto e che dovrebbe approdare in aula il prossimo 30 settembre. Un rinvio di due anni che riscrive il percorso della fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore, il progetto di accorpamento più grande d'Italia con quasi 200mila cittadini coinvolti.
L'emendamento è chirurgico nella sua formulazione: «Le parole "1° gennaio 2027" sono sostituite con le seguenti: "1° febbraio 2029"». Porta la firma di chi la legge l'aveva scritta, lo stesso Sospiri, che ora la "autoriforma" capovolgendo l'impostazione originaria. Non più i Comuni a guidare la fusione, ma la Regione a condurla e controllarla.
Il testo non si limita a spostare la data. Prevede la nomina di un coordinatore dell'Ufficio di fusione, scelto dal presidente della Giunta regionale Marco Marsilio «d'intesa» con il presidente del Consiglio regionale. Una sorta di regista con poteri sostitutivi in caso di inerzia o ritardi dei tre Comuni. Il piano di fusione dovrà essere adottato entro il 30 novembre 2028 e approvato dall'Assemblea costitutiva entro il 31 dicembre 2028. Poi, nella primavera del 2029, si voterà per il primo sindaco e il primo consiglio comunale della nuova città.
Il rinvio è ormai blindato, ma non è indolore. A scatenare la bufera nel centrodestra abruzzese è proprio il nodo della data. Il governatore Marco Marsilio avrebbe preferito una proroga di un solo anno, al 31 dicembre 2027, per far nascere il nuovo Comune entro il termine del suo mandato. Sospiri, dal canto suo, punta a febbraio 2029, ovvero alla scadenza naturale della legislatura regionale.
La frattura non è solo tra Marsilio e Sospiri. Il consigliere regionale di Fratelli d'Italia Luca De Renzis ha definito l'emendamento «una fuga in avanti per nulla discussa all'interno della maggioranza», tanto che l'argomento non sarebbe stato nemmeno preso in considerazione nella seduta del Consiglio regionale di mercoledì. Il capogruppo della Lega Vincenzo D'Incecco ha messo sul tavolo la data del 31 dicembre 2027, mentre i deputati Guerino Testa (FdI) e Nazario Pagano (FI) si sono schierati per il rinvio al 2029.
Durissime le reazioni delle opposizioni. Il deputato del Pd Luciano D'Alfonso ha parlato senza mezzi termini di «un fallimento amministrativo». «La Nuova Pescara è la protagonista del gioco dell'oca: due passi avanti e quattro indietro da sette anni», ha dichiarato, spiegando che l'emendamento «trasforma un grande e ambizioso progetto in una cambiale scaduta». Per D'Alfonso il rinvio «come statuto ha un significato se uno si mette all'opera, se c'è un ravvedimento operoso», ma in questo caso «abbiamo un rinvio, l'ennesimo, senza mai aprire il cantiere del progetto di fusione».
Critiche anche dal Movimento 5 Stelle. La consigliera regionale Alessandrini aveva già denunciato nei mesi scorsi che «la destra non dà garanzie sulla data del 2027» e che in più occasioni pubbliche erano state avanzate ipotesi di differimento al 2029.
Il provvedimento dovrà passare al vaglio del Consiglio regionale, probabilmente nella seduta del 30 settembre. Se approvato, il percorso è segnato: scioglimento dei consigli comunali di Pescara, Montesilvano e Spoltore entro la fine della legislatura regionale, elezioni del nuovo Comune a maggio o giugno 2029, contestualmente alle elezioni regionali. Lo statuto prevederà o, meglio, dovrebbe prevedere la costituzione di tre municipalità o circoscrizioni che tengano conto delle identità degli attuali comuni, con un voto ponderato che darà maggiore peso a Pescara in quanto comune più popoloso.
Resta da capire se il rinvio servirà davvero a «recuperare il tempo perso», come sostiene Sospiri, o se sarà l'ennesima tappa di un percorso infinito. Di certo, per ora, la Nuova Pescara resta un progetto senza data certa e senza cantiere aperto.



