“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Delfini Determinati: «Bagni inaccessibili e umilianti, sindaco e assessori vengano a provarli»
All'indomani della gara contro la Sambenedettese gli ultras del settore disabili tornano a denunciare le gravi carenze dello Stadio e minacciano azioni clamorose
A oltre un anno dalle prime segnalazioni, la situazione dei servizi igienici riservati alle persone con disabilità allo Stadio Adriatico di Pescara non solo non è migliorata, ma è ulteriormente peggiorata. A lanciare l’allarme è il club degli ultras biancazzurri “Delfini Determinati”, che con un duro comunicato stampa del 17 agosto 2026, all'indomani della gara persa contro la Sambenedettese, invita simbolicamente il sindaco Carlo Masci e gli assessori comunali — Patrizia Martelli (Sport) e Alessandra Camplone (con disabilità motoria) — a “venire a fare pipì con noi” per toccare con mano le condizioni di indegnità e umiliazione quotidiane.
La partita di Coppa Italia ha confermato ciò che il Comune continua a ignorare: uno dei due bagni chimici è stato eliminato e sostituito con un servizio ancora più piccolo, nel quale la carrozzina non entra. La porta non può essere aperta in autonomia e, una volta dentro, non esiste privacy perché non si riesce a chiuderla; anche l’illuminazione è totalmente insufficiente.
Secondo i Delfini Determinati, le criticità sono multiple e gravi:
• Accessibilità: la carrozzina non entra nel nuovo bagno chimico; il trasferimento dal sedile al WC avviene senza maniglioni di sostegno, esponendo a cadute e lesioni.
• Privacy e igiene: la porta non si chiude completamente; manca ogni garanzia di riservatezza, con rischi igienici elevati.
• Sicurezza: illuminazione inadeguata, assenza di supporti normati, spazi di manovra insufficienti.
• Dignità: per le donne la situazione è descritta come “un invito a rimanere a casa”, con implicazioni discriminatorie di fatto.
L’associazione ricorda che il Decreto Ministeriale 236/89 stabilisce criteri e dimensioni precise per i servizi accessibili (spazi di manovra, porte, maniglioni, altezze), e che quanto installato dal Comune non li rispetta.
Il comunicato non si limita alla denuncia: chiede risposte concrete e immediate.
• Verifica sul campo: sindaco, assessori e consiglieri sono invitati a provare personalmente i bagni per comprendere le difficoltà reali.
• Chiarezza sulla stagione: l’associazione aveva chiesto quali condizioni fossero previste per la nuova stagione calcistica, ma ha ricevuto solo silenzio.
• Ripristino servizi: si chiede il riaperto integrale del settore Tribuna Majella per i tifosi con disabilità, con il ripristino degli 85 posti riservati e del bagno accessibile in muratura.
La protesta arriva in un momento delicato: presto lo Stadio Adriatico ospiterà anche la Nazionale italiana. Per i Delfini Determinati è “inaccettabile che in uno stadio che rappresenta il calcio italiano una persona con disabilità non abbia nemmeno la garanzia di poter usare il bagno in sicurezza e dignità”. La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di accessibilità negli impianti sportivi, dove le norme tecniche (DM 236/89 e linee guida correlate) prevedono spazi di manovra adeguati (diametro 150 cm), porte con luce netta di 80–90 cm, maniglioni ribaltabili, WC a circa 48 cm e piani di appoggio accessibili.
I Delfini Determinati annunciano di non fermarsi: dopo oltre un anno di promesse e attese, constatano che la situazione è “irrisolta e peggiorata”. L’appello finale è chiaro: «Sindaco, assessori, consiglieri comunali: venite a vedere cosa significa “accessibilità” secondo il Comune di Pescara».Nel frattempo, cresce la pressione politica: fonti locali riportano che un consigliere comunale ha già annunciato un’interrogazione per chiedere chiarimenti all’Amministrazione.




