“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
UDC: «La “fuitina” è riuscita. Ma non aspettatevi che siano gli altri a bussare»
Il partito rosetano prende le distanze dal percorso che ha portato alla candidatura di Fratelli d’Italia e SiAmo Roseto
L’UDC interviene sulla campagna elettorale rosetana e lo fa con una metafora. Tra Fratelli d’Italia e SiAmo Roseto si è consumata, secondo il partito, una sorta di “fuitina politica”: prima si compie il fatto, poi si mettono le famiglie davanti alla situazione ormai determinata. Una scelta legittima, precisa l’UDC, ma che non può pretendere l’adesione automatica di chi non l’ha mai condivisa.
Il riferimento è al percorso che ha portato alla candidata sindaca Vanessa Quaranta sostenuta da Fratelli d’Italia, SiAmo Roseto e altre liste. UDC, Lega e Forza Italia, si legge nel comunicato, non hanno mai condiviso quella candidatura e non intendono essere messi davanti a un fatto compiuto. «Una porta può certamente restare aperta – osserva l’UDC – ma se per mesi si chiude ogni volta che qualcuno propone una soluzione diversa, diventa difficile aspettarsi che, una volta celebrata la “fuitina”, gli altri arrivino ordinatamente a bussare».
Per l’UDC il problema non è mai stato il diritto dei singoli a candidarsi, né la qualità delle persone proposte. Il nodo è il metodo: quando su cinque partiti del centrodestra di governo tre non sono d’accordo, secondo il partito si sarebbero dovuti tentare ulteriori approfondimenti. Da mesi l’UDC sostiene che il percorso corretto dovesse essere inverso: prima Roseto, poi il programma, infine il candidato. Invece, lamenta, si è assistito troppo a lungo a un tira e molla sui nomi, una discussione che rischia di risultare incomprensibile per i cittadini.
Per questo l’UDC annuncia di voler seguire un’altra strada. Il partito sta lavorando a un elenco concreto delle questioni che riguardano Roseto e le sue frazioni: viabilità, parcheggi, manutenzione, sicurezza, commercio, turismo, frazioni, servizi, giovani, anziani, famiglie, attività produttive, sviluppo urbanistico, decoro e qualità della vita. Sarà questa la bussola per valutare le proposte in campo.
«Non ci interessa partecipare a una competizione per stabilire chi sia più di destra, più di centro o più di sinistra – sottolinea l’UDC – e non siamo interessati neppure a eventuali coalizioni di “centro spaziale”. Ci interessano Roseto e i rosetani». Il partito non parte oggi dal nome di un candidato sindaco e non considera impossibile nessuna collocazione. Esaminerà i programmi, ascolterà le proposte e valuterà i candidati che saranno realmente in campo, guardando alla capacità amministrativa, all’esperienza politica, all’affidabilità e soprattutto alla disponibilità ad assumere impegni precisi.
«Il candidato potrà chiamarsi Mario, Francesca, Alessandra o Rosario. Non è questo che oggi ci appassiona», aggiunge l’UDC. Ciò che conta è sapere cosa si intende fare per Roseto e se esistono capacità, esperienza politica e una squadra valida per realizzarlo. Solo a quel punto il partito farà liberamente la propria scelta.
A Fratelli d’Italia e agli amici che hanno già compiuto la loro scelta, l’UDC chiede rispetto reciproco. «Nessuno deve sentirsi tradito perché altri non accettano un fatto compiuto. E nessuno può pretendere l’unità dopo avere deciso autonomamente quale debba essere il punto di arrivo». Per l’UDC l’unità resta un valore importante, ma si costruisce insieme: non si annuncia in conferenza stampa e non si chiede agli altri di ratificarla dopo.
L’appello finale è a lasciare da parte le polemiche sui nomi e a parlare finalmente della città. «Roseto non ha bisogno di una guerra tra coalizioni o tra candidati. Ha bisogno di soluzioni».



