A Chieti infervora la campagna elettorale

La sfida più diretta tra Legnini (centrosinistra unito) e Sicari (centrodestra), con Colantonio e Carbone che potrebbero incidere sulle percentuali di bipolarizzazione e sull'eventuale ballottaggio

A Chieti infervora la campagna elettorale

A Chieti infervora la campagna elettorale per le amministrative 2026 (voto fissato per il 24 e 25 maggio, con eventuale ballottaggio il 7‑8 giugno) che, ormai, è entrata nel vivo, con posizionamenti chiari da parte sia del centrosinistra sia del centrodestra e una pluralità di candidati sindaco.

Il 'campo largo' è guidato dal candidato sindaco Giovanni Legnini, ex commissario per i fondi del terremoto, appoggiato da una coalizione di sette liste (Pd, AVS, M5S, liste civiche come “Sindaco Legnini Chieti 2026”, “Chieti per Chieti”, “Chieti Viva” e “Polo Civico Paolo De Cesare per Legnini Sindaco”).

Il centrodestra, invece, sostiene Cristiano Sicari, avvocato ed ex presidente del Cda del teatro Marrucino, sostenuto da Fratelli d’Italia, Forza Italia, Noi Moderati e la civica “Chieti Progetto”.

La Lega va con Mario Colantonio, appoggiato da Lega e Azione Politica (Serena Pompilio), con un’impostazione programmatica più focalizzata sui temi economici e gestionali.

Poi c'è' Alessandro Carbone guida un polo liberale con quattro liste, puntando su sanità (in particolare riapertura del distretto a Chieti Scalo) e servizi.

In campo anche Giancarlo Cascini (schieramento di sinistra “Liberi a sinistra”), con un profilo vicino alla sinistra alternativa.

Il centrosinistra con Legnini punta molto sul rinnovo della classe dirigente, sulla sicurezza, sulla gestione del dissesto idrogeologico e su un’agenda “inclusiva e sostenibile”, spesso tirando in causa il bilancio comunale e la pressione fiscale.

Invece Sicari e il centrodestra puntano su competenza amministrativa, serietà, riduzione dell’assistenzialismo e sul tentativo di intercettare elettori sfiduciati nei partiti tradizionali.

Colantonio e Carbone insistono su gestione dei fondi, servizi pubblici e dinamiche economiche della città, con Colantonio che ha criticato in campagna la gestione dei fondi europei da parte dell’attuale amministrazione.

La sfida più diretta appare tra Legnini (centrosinistra unito) e Sicari (centrodestra), con Colantonio e Carbone che potrebbero incidere soprattutto sulle percentuali di bipolarizzazione e sull’esito eventuale del ballottaggio.