“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Terme di Caramanico, il direttore Areacom Cavallo: "Agenzia e Regione totalmente estranee"
Nessuna competenza sull'asta fallimentare, la custodia del sito spetta ai curatori. La gara per la concessione si chiuderà entro dicembre
"Falsità e strumentalizzazioni". Con queste parole il direttore generale di Areacom, l'avvocato Donato Cavallo, replica duramente alle dichiarazioni del consigliere regionale Antonio Di Marco, respingendo ogni addebito e chiarendo i contorni di una vicenda che continua a far discutere: quella delle Terme di Caramanico. Al centro della querelle, due questioni distinte: da un lato la procedura di gara per l'assegnazione della concessione, dall'altro l'abbandono del complesso termale e la conseguente asta fallimentare per la sua alienazione. Su entrambi i fronti, Cavallo rivendica l'estraneità dell'Agenzia regionale che dirige e, più in generale, della Regione stessa.
Il direttore generale parte dalla sua assenza alla seduta della commissione di vigilanza, finita al centro delle polemiche. "Non ero presente – spiega – in quanto l'argomento oggetto di audizione esula completamente dalle competenze della centrale acquisti da me diretta". A scanso di equivoci, Cavallo precisa di aver inviato una mail in cui ha chiarito lo stato dell'arte: "La procedura di gara per l'assegnazione della concessione è in corso di valutazione tecnica a seguito della nomina della commissione giudicatrice, con presumibile chiusura dei lavori e adozione del provvedimento finale entro il mese di dicembre prossimo".
La scelta di non partecipare, dunque, sarebbe stata dettata dalla volontà di non interferire con l'iter amministrativo: "Non ho ritenuto opportuno partecipare all'audizione al fine di evitare ogni possibile rischio di turbativa al procedimento in essere"
Quanto al secondo e più delicato fronte – l'abbandono delle Terme e l'asta fallimentare per l'alienazione del complesso – Cavallo è netto: "Preciso l'assoluta estraneità rispetto all'altro argomento, per la quale il sottoscritto non ha alcuna informazione o contezza, evidenziando di non essere l'interlocutore giusto per discutere su tale tematica".
Il passaggio più duro della nota riguarda però la questione della messa in sicurezza del sito. Cavallo smentisce "categoricamente" l'affermazione del consigliere Di Marco secondo cui la responsabilità sarebbe stata ribaltata sulla Giunta regionale. "La responsabilità della custodia – argomenta il direttore generale – non può assolutamente e pretestuosamente essere fatta ricadere né su Areacom né sulla Regione, in considerazione del fatto che trattasi di un bene privato sottoposto a procedura fallimentare da parte del tribunale e che gli unici ad avere questa responsabilità sono i titolari della stessa e cioè i curatori fallimentari".
Una precisazione che, nelle intenzioni di Cavallo, vale a "ristabilire la verità dei fatti e tutelare il lavoro dell'ente che dirigo", respingendo quella che viene definita come una vera e propria operazione di strumentalizzazione politica ai danni dell'Agenzia e dell'amministrazione regionale.




