TARI a Pescara, ratificata la 'stangata': aumenti fino al 30%

Pettinari: “Avevamo avvertito mesi fa. Oggi l’amministrazione ha messo nero su bianco l’aumento delle tasse senza migliorare il servizio”

TARI a Pescara, ratificata la 'stangata': aumenti fino al 30%

È stata ratificata ieri pomeriggio in Consiglio comunale la 'stangata' TARI denunciata mesi fa da Domenico Pettinari, presidente del Movimento Politico “Pettinari per l’Abruzzo”. L’aumento delle tariffe è ormai ufficiale e in alcuni casi arriva fino al 30%, con rincari indicativi da 30 a 150 euro a bolletta.

“Avevamo avvertito i pescaresi con largo anticipo: oggi quelle che erano le nostre previsioni sono diventate realtà”, afferma Pettinari. L’amministrazione comunale ha scelto di far pagare di più famiglie e attività, aumentando una tassa che pesa direttamente sui bilanci dei cittadini, senza che a questo aumento corrisponda un miglioramento del servizio.

Secondo quanto denunciato, la variazione di bilancio prevede un incremento a carico dei pescaresi di 1.577.433 euro per il servizio di raccolta dei rifiuti, risorse che il Comune di Pescara trasferirà ad Ambiente S.p.A., oltre a ulteriori 379.845 euro quale aggio di riscossione spettante ad Adriatica Risorse S.p.A. in relazione alle nuove tariffe TARI.

Il quadro, sottolinea Pettinari, è aggravato dalle criticità del servizio: strade sporche e maleodoranti, disservizi, difficoltà legate al nuovo sistema di raccolta porta a porta e il caos provocato dalla rimozione dei cassonetti stradali. “Perché i pescaresi devono pagare fino al 30% in più per un servizio che non è migliorato in maniera proporzionale?”, chiede.

La critica investe anche le priorità politiche dell’amministrazione. Mentre si trovano risorse per eventi e concerti, anche attraverso la collaborazione con la Regione, sui problemi concreti e quotidiani dei cittadini la risposta sarebbe l’aumento delle tasse. “I pescaresi non hanno bisogno di nuove stangate. Hanno bisogno di una città più pulita, di servizi efficienti e di un’amministrazione che sappia tutelare famiglie e imprese”, sostiene Pettinari.

“Lo avevamo detto mesi fa. Lo avevamo denunciato pubblicamente. Oggi (ieri, ndr), con la ratifica in Consiglio comunale, la nostra denuncia trova una conferma concreta”, aggiunge. A questo punto, per Pettinari, l’amministrazione deve assumersi pienamente la responsabilità politica della scelta e spiegare ai pescaresi perché abbia deciso di aumentare la pressione fiscale invece di lavorare per ridurla. La domanda al sindaco e alla maggioranza resta la stessa: “Dove sono finite le promesse di riduzione della pressione fiscale? E perché i pescaresi devono pagare fino a 150 euro in più per un servizio che continua a presentare così tante criticità?”.