“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Il raddoppio Roma-Pescara finisce sotto la lente del Parlamento
L'onorevole Sottanelli interroga il Ministro dei Trasporti Salvini e chiedi di conoscere quando RFI finirà il cantiere e quanto costeranno i ritardi
Il raddoppio ferroviario Roma-Pescara, tratto di Manoppello, finisce sotto i riflettori del Parlamento. Il deputato e segretario regionale di Azione Giulio Sottanelli presenterà un'interrogazione al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini articolata su tre punti: la fine dei lavori slittata dalla primavera 2027 al 2028, i maggiori costi che quel ritardo sta producendo sui due lotti, le opere compensative chieste dal Comune e rimaste fuori dal progetto di RFI.
«Quando sono partiti i lavori, nell'aprile 2025, RFI ha indicato la primavera 2027 per completare i due lotti. Oggi le fonti ufficiali parlano del 2028 e non concordano nemmeno tra loro, e chi vive accanto al cantiere non sa più a quale data credere», dichiara Sottanelli. «L'opera vale 951 milioni finanziati dal CIPESS. Doveva stare nel PNRR, poi si è capito che i tempi non lo consentivano e oggi la copre in gran parte il Fondo Sviluppo e Coesione, con circa 700 milioni, mentre i restanti 250 circa arrivano dal Fondo per l'avvio delle opere indifferibili. I due appalti aggiudicati nel 2024 superano i 559 milioni dopo la revisione prezzi. Con numeri del genere RFI deve dire quanto stanno costando questi ritardi, voce per voce, e lo chiederò al Ministro».
Il deputato di Azione chiede conto anche delle opere compensative: «Manoppello ne aveva poste sette come condizione per il suo assenso, e la verifica tecnica del Comune ne ha ritrovate due nel progetto». E torna sulla Variante Plus: «Nel 2022 la Regione l'aveva indicata come la soluzione più meritevole emersa dal dibattito pubblico, e io resto convinto che fosse la scelta migliore. RFI l'ha scartata con una sola nota e nessuno ha chiesto una controperizia o una modellazione indipendente. Su una decisione di questo peso il territorio meritava un approfondimento tecnico serio».
Il 21 settembre 2026 una lettera protocollata e indirizzata a RFI, e per conoscenza al MIT, alla Regione Abruzzo, alla Provincia di Pescara e al Comune di Manoppello, ha chiesto il dettaglio analitico dei maggiori costi maturati o in corso di maturazione sui due lotti (opere aggiuntive, varianti, prescrizioni, interferenze) oppure l'indicazione degli eventuali Collegi Consultivi Tecnici attivati sugli appalti. L'interrogazione porterà le stesse domande in Parlamento.
Sul fronte locale la vicenda si trascina dal 2023. A maggio di quell'anno il Consiglio comunale di Manoppello ha dato l'assenso al progetto a condizione che RFI realizzasse sette opere compensative, dal sottopasso di via XX Settembre alla riqualificazione di interi assi viari, con una clausola scritta: senza quelle opere il parere sarebbe tornato negativo. Nel dicembre 2024 la verifica tecnica commissionata dal Comune avrebbe certificato che solo due opere su sette corrispondevano al progetto di RFI, e il Consiglio ha votato quasi all'unanimità il nuovo parere negativo. Nella stessa seduta l'opposizione respinse il tentativo di trasformare il voto in un semplice recepimento di un atto di Giunta, dopo un confronto a verbale sui rischi di responsabilità patrimoniale prospettati ai consiglieri. Nell'agosto 2026 la Giunta comunale, senza passare dal Consiglio, avrebbe deliberato di ripartire dallo stesso pacchetto di opere respinto venti mesi prima.
«Il Consiglio comunale ha applicato una condizione che aveva scritto lui stesso, con un voto quasi unanime. Ad agosto la Giunta ha rimesso sul tavolo le stesse opere che l'aula aveva bocciato, e lo ha fatto da sola», afferma Francesco Papa, segretario di Azione Manoppello. «I consiglieri rappresentano i cittadini: ogni decisione sulle opere compensative deve tornare in Consiglio con un voto esplicito. Alla Regione chiediamo di dire con chiarezza quali opere risultano approvate e quali restano sospese. Nella delibera di intesa del 2026 ha escluso proprio gli interventi per Manoppello, presentandoli come "ulteriori richieste" del Comune, quando si trattava di un parere negativo deliberato dal Consiglio. E le attività produttive da trasferire nella zona artigianale di Alanno aspettano ancora una soluzione: la condizione era stata scritta nel 2022, dichiarata superata nel 2023, e a gennaio di quest'anno la stessa Giunta regionale ha ammesso che il problema resta aperto».
Azione chiede a RFI di pubblicare tempi certi e il dettaglio dei maggiori costi sui due lotti, alla Regione di chiarire lo stato delle opere approvate e sospese, al Comune di riportare in Consiglio ogni decisione sulle opere compensative. «Su un'opera che vale quasi un miliardo di euro e che attraversa il cuore dell'Abruzzo – conclude Sottanelli – i cittadini hanno diritto a risposte precise, non a date che cambiano e a opere che compaiono e scompaiono dai progetti».



