Il patrimonio arboreo di Chieti a rischio per le capitozzature

Italia Nostra chiede un regolamento del verde e denuncia: "Pratica vietata e dannosa, ancora diffusa nei condomini"

Il patrimonio arboreo di Chieti a rischio per le capitozzature

La sezione di Italia Nostra di Chieti lancia un allarme sul degrado del patrimonio arboreo cittadino, puntando il dito contro la pratica della capitozzatura degli alberi, ancora utilizzata in alcuni condomini come se fosse un intervento ordinario e lecito.  A far scattare la denuncia è stata una cittadina iscritta all’associazione, che ha segnalato l’uso diffuso di questi tagli drastici, in palese contrasto con le norme vigenti.

Secondo Italia Nostra, la capitozzatura è espressamente vietata da decreti ministeriali e dalla Legge forestale d’Abruzzo (L.R. 3/2014), che tutela il patrimonio arboreo e vieta interventi suscettibili di “arrecare grave menomazione alle capacità e potenzialità vegetative delle piante”.  La normativa regionale, tra l’altro, richiede autorizzazioni specifiche per abbattimenti o interventi rilevanti su alberi isolati o in filari, anche al di fuori dei centri urbani.
A ciò si aggiungono le norme comunitarie che impongono il rispetto dei periodi di nidificazione degli uccelli, durante i quali sono vietati tagli e interventi sulla vegetazione.  “Bisogna essere proprio dei preistorici nell’attuare ancora queste pratiche”, scrive l’associazione nel comunicato, sottolineando come la capitozzatura non sia solo illegale, ma anche eticamente e professionalmente inaccettabile.

Oltre al danno normativo, Italia Nostra evidenzia gli impatti negativi sul paesaggio e sulla qualità della vita: il taglio totale della chioma “cancella un paesaggio”, facendo scomparire la parte verde di versanti alberati e la bellezza dei panorami cittadini.  Ma i danni non si fermano qui: le capitozzature contribuiscono all’aumento delle “isole di calore”, all’erosione superficiale del suolo durante le piogge, alla perdita di qualità dell’aria e a una “banalizzazione dei territori che diventano invivibili”.
L’associazione ricorda che un ambiente urbano ricco di vegetazione produce benessere, favorisce la socialità e induce comportamenti salutistici, oltre ad aumentare il valore degli immobili e la vivibilità dei quartieri.

Di fronte a questa situazione, Italia Nostra chiede al sindaco e alla giunta comunale di Chieti di “non rimandare la necessità di un regolamento del verde”, strumento indispensabile per informare i cittadini sulle buone pratiche di tutela e valorizzazione del patrimonio arboreo cittadino.  Un regolamento che, secondo l’associazione, dovrebbe disciplinare potature, abbattimenti e interventi sul verde, pubblico e privato, alla luce delle norme regionali e nazionali.
Negli anni recenti, il Comune di Chieti ha già approvato regolamenti per la gestione del verde in aree di pertinenza provinciale (rotatorie, aiuole spartitraffico), ma manca ancora una norma organica che tuteli gli alberi in tutto il territorio comunale, inclusi i condomini e le aree private.[sansalvomare]
Perché la capitozzatura è sbagliata (anche tecnicamente)
La capitozzatura, definita dalla normativa come “qualsiasi taglio o mutilazione della chioma dell’albero che produce uno sviluppo di nuovi rami da gemme avventizie”, consiste nell’eliminazione totale delle branche principali.  Questo intervento, oltre a essere vietato, indebolisce la pianta, aumenta il rischio di rottura dei nuovi rami e riduce la capacità dell’albero di fornire ombra, assorbire CO₂ e ospitare biodiversità.
In diversi comuni italiani, le amministrazioni hanno introdotto sanzioni per chi pratica capitozzature: le multe possono variare da 500 a 5.000 euro, a seconda della gravità del danno arrecato.

Italia Nostra invita i cittadini a segnalare casi di capitozzatura o abbattimenti irregolari, e a pretendere interventi di potatura eseguiti a regola d’arte, nel rispetto delle norme e delle stagionalità.  La stessa associazione si rende disponibile a promuovere incontri informativi e momenti di formazione sulle corrette pratiche di gestione del verde, in attesa che il Comune approvi un regolamento condiviso.