“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Famiglia nel bosco, Terragni: “La bambina malata ha diritto di stare con i genitori”
La Garante per i diritti dell'infanzia ribadisce che va garantita la continuità della relazione e della vicinanza genitore-bambino durante la degenza, come parte integrante delle cure
“Già nel 1988 – ricorda Terragni – associazioni europee non profit avevano redatto la prima Carta Europea dei bambini in ospedale (Carta di Each). Nel 2001 a Trieste fu adottata la prima Carta italiana dei diritti del bambino in ospedale, a cui sono seguite nel tempo varie altre carte a livello nazionale e internazionale: principio reiterato, il diritto alla continuità relazionale con la famiglia in ogni fase del percorso di assistenza e di cura al fine di permettere il contenimento dello stato di stress indotto dalla paura e dalla malattia”. All’ospedale Meyer di Firenze – ricorda Terragni – la presenza costante delle madri accanto ai bambini ricoverati è stata autorizzata fin dagli anni Settanta, con ottimi risultati in termini di convalescenza e ripresa dalla malattia.
“Colpisce pertanto – dice ancora la Garante – che alla piccola non vengano pienamente garantiti questi diritti. Di più: stando a quanto si apprende dalla difesa della famiglia Trevaillon-Birmingham, i genitori avrebbero appreso solo il giorno dopo del ricovero della bambina: se il cellulare del padre Nathan la sera di domenica non fosse risultato raggiungibile, nessuno avrebbe ritenuto di dover contattare la madre Catherine, che aveva invece pieno diritto a essere tempestivamente informata”.
Conclude Terragni: “L’elementare buon senso insieme all’esperienza di ogni madre – e ai ricordi di ogni figlio – basterebbero a testimoniare della preziosità della vicinanza materna nei momenti di difficoltà, in particolare in caso di malattia. L’augurio è che anche per la piccola B. valga il diritto a questo insostituibile sostegno”.




