“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Costantini in campagna elettorale: "Il risultato è tutt'altro che scontato"
Il candidato del centrosinistra soddisfatto per la sentenza del Consiglio di Stato carica l'elettorato in vista del voto. La data: 22 e 23 marzo?
“La sentenza pubblicata questa mattina dal Consiglio di Stato chiude definitivamente ogni ambiguità: il giudizio del Tar di Pescara sull’annullamento delle ultime elezioni amministrative era fondato, corretto e giuridicamente ineccepibile.
Non solo.
Il Consiglio di Stato ha espressamente riconosciuto che il percorso argomentativo seguito dai giudici amministrativi pescaresi era pienamente condivisibile, riducendo sì il numero delle sezioni interessate dal ritorno al voto, ma confermando nel merito la gravità dei fatti.
Dalle 27 sezioni individuate dal TAR si passa a 23, ma il dato politico e istituzionale resta immutato e anzi si rafforza: in 23 sezioni elettorali, che coinvolgono circa 14.000 cittadini, il processo elettorale è stato così compromesso da rendere necessario l’annullamento del voto.
Questo non è un dettaglio tecnico, ma è un fatto gravissimo.
Nei giorni immediatamente successivi alla sentenza del TAR, il sindaco Carlo Masci aveva reagito attaccando l’operato dei giudici amministrativi con argomentazioni deboli e francamente risibili.
Oggi quelle dichiarazioni si rivelano per ciò che erano: un tentativo maldestro di delegittimare chi aveva semplicemente applicato la legge.
Il Consiglio di Stato ha messo il bollino di garanzia sulla sentenza del TAR, smentendo politicamente e giuridicamente il sindaco.
Se in 23 sezioni si è dovuti tornare al voto, significa che si sono verificate irregolarità gravissime.
Una cosa è certa e non aggirabile: la responsabilità complessiva del corretto svolgimento del procedimento elettorale ricadeva sul sindaco Carlo Masci, che ha clamorosamente fallito.
Solo per questo, in un sistema democratico sano, dovrebbe trarne le conseguenze e dimettersi.
Ora si apre una fase nuova. Non solo sul piano elettorale, ma sul piano politico e civico. Pescara ha bisogno di ricostruire un rapporto di fiducia, ascolto e dialogo tra amministrazione pubblica e città reale: commercianti, marineria, imprese, professionisti, categorie sociali.
Un dialogo che in questi anni non è mai esistito, esclusivamente a causa dell’arroganza, della presunzione e dell’incapacità di mettersi in discussione del sindaco Masci.
Ci attendono circa 60 giorni di campagna elettorale e liaffronteremo con determinazione. I numeri dimostrano che il risultato è tutt’altro che scontato: Masci ha evitato il ballottaggio per soli 472 voti.
A Pescara il centrosinistra parte da una base del 35%, mentre in Abruzzo, a Chieti e a Teramo, ha vinto al secondo turno partendo dal 21%.
Il margine da recuperare è contenuto, soprattutto considerando il numero di elettori che torneranno alle urne e dunque gli scenari sono apertissimi.
Tra l’altro queste elezioni non riguardano solo il governo della città ma riguardano anche il futuro dell’intera regione.
Dietro questo voto c’è la partita decisiva della Nuova Pescara.
Con Carlo Masci sindaco, la Nuova Pescara non si realizzerà mai.
I fatti parlano chiaro: ha già chiesto e ottenuto un primo rinvio dal 2024 al 2027 e oggi ne ha richiesto un secondo, dal 2027 al 2029, dimostrando incapacità e totale inadeguatezza rispetto ai tempi e agli impegni assunti con i cittadini.
Noi la fusione l’abbiamo ideata e l’abbiamo sempre sostenuta.
Sappiamo come realizzarla e sappiamo anche che può essere gestita nei nove mesi che ci separeranno dalla ripetizione del voto all’entrata in funzione operativa della Nuova Pescara, fissata al 1° gennaio 2027.
Queste nuove elezioni sono quindi anche un referendum tra chi vuole la Nuova Pescara e chi ha dimostrato, con i fatti, di non volerla.
Come dicevo, si apre una pagina nuova.
Possiamo scriverla insieme con i pescaresi, con serietà, partecipazione e rispetto delle regole.
Pescara lo merita”.
Questo il commento di Carlo Costantini, candidato sindaco del centrosinistra e delle liste civiche evidentemente soddisfatto per l'esito del Consiglio di Stato. Si vota nelle ventitré sezioni contestate il 22 e 23 marzo? Questa decisione spetterà al Ministero dell'Interno sentito il Prefetto di Pescara.




