“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Concorsi al Comune di Pescara. Acerbo: “Il PD é il bue che dà del cornuto all’asino”
L’ex-consigliere comunale, regionale e deputato interviene sulla vicenda della presunta parentopoli nelle procedure di assunzione nel capoluogo adriatico
“Il bue dà del cornuto all'asino. "Chi è senza peccato scagli la prima pietra", insegnava un pacifista comunista messo in croce più di duemila anni fa. Gli esponenti del PD e del centrosinistra pescarese mi fa piacere che siano diventati finalmente contro il clientelismo e le assunzioni di parenti e amici. Certo alcuni dovrebbero evitare di suscitare ilarità nel ruolo di moralizzatori. Per decenni mi è toccato scontrarmi sulla questione morale - che per Berlinguer non era solo corruzione ma anche occupazione della cosa pubblica - con gli esponenti del centrosinistra pescarese che nelle spa partecipate come negli enti locali praticavano questi metodi. Fui accusato di essere moralista, talebano, rompic******i, finanche assassino, ecc. ecc. Ovviamente ritengo anche io inopportuno che parenti di amministratori della destra partecipino a concorsi del Comune di Pescara. Non lo vieta nessuna norma ma se vinceranno sarà lecito dubitare sulla correttezza delle procedure. La partecipazione dei parenti di politici ai concorsi del Comune suscita giusta indignazione e le giustificazioni della destra non convincono. Purtroppo, almeno nella nostra città e regione, non si può dire che il centrosinistra sia stato diverso dalla destra (sarà anche per questo che i passaggi da una coalizione all'altra sono così diffusi). Anzi a volte l'ha di gran lunga superata. Però forse una cosa così palese come questa non si era ancora vista se persino Luciano D'Alfonso sale in cattedra. Questo malcostume è ovviamente frutto di una mentalità assai diffusa nella società, ma la politica ha il dovere di contrastarla con comportamenti che contribuiscano a far crescere una cultura dei diritti e della cittadinanza. La politica dovrebbe occuparsi di garantire a tutte/i il diritto al lavoro garantito dalla Costituzione e da anni noi di Rifondazione proponiamo un piano per il lavoro che preveda almeno un milione di assunzioni nel settore pubblico (per avvicinarci agli standard europei) da finanziare con una modestissima tassa sulle grandi ricchezze. Laddove non sia garantito il diritto al lavoro che dovrebbe essere retribuito dignitosamente come prevede la stessa Costituzione va garantito un reddito a tutte/i. Sono contro il qualunquismo e l'antipolitica ma non si contrastano con le prediche dall'opposizione ma con l'esempio quando si governa. Faccio queste critiche con la serenità di chi si può permettere di tirare le pietre”.
Queste le dichiarazioni dell’ex-consigliere comunale, regionale e deputato Maurizio Acerbo sul ‘caso’ parentopoli presunta al Comune di Pescara.




