“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Un "hub" turistico-ricreativo da 100 milioni al posto dell'ex cementificio
Il progetto "Porta d'Abruzzo" prevede una piscina, spa, palestra, ristorante panoramico sul silos più alto, teatro, discoteca e spazi congressuali
L'ex cementificio di Pescara, fermo dal 2015 e acquisito nel 2017 dalla Calbit, sta per trasformarsi radicalmente. Il progetto "Porta d'Abruzzo", presentato di recente, prevede un hub turistico-ricreativo da oltre 100 milioni di euro di investimento privato, in collaborazione con Netlab.
La demolizione dei manufatti industriali è in corso da alcuni mesi e terminerà entro dicembre 2026. L'area di via Raiale, un tempo simbolo di degrado con polveri e abbandono, è soggetta a caratterizzazioni ambientali per bonifica, con conclusione prevista entro luglio 2026. Istituzioni locali, tra cui Regione Abruzzo, Comune di Pescara e Consiglio regionale, supportano l'iniziativa per riqualificare i 15 ettari coinvolti, inclusi 7 per un parco pubblico.
Definito una "nave da crociera a terra", il complesso includerà piscina, spa, palestra, ristorante panoramico sul silos più alto, teatro, discoteca e spazi congressuali. Sono previsti hub turistici, attività commerciali, bio-farm e aree per eventi, con enfasi su sostenibilità green e ricettività per turisti e residenti. L'investimento, inizialmente stimato a 150 milioni, si concentra su rigenerazione urbana privata, riducendo impatto ambientale su spazi già urbanizzati.
Entro il 2026 arriverà l'approvazione del piano di rigenerazione urbana, seguita da costruzione tra 2027 e 2029. L'apertura è fissata per marzo 2030, trasformando un ecomostro in motore di sviluppo per Pescara e Abruzzo. Il progetto, sostenuto da figure come il presidente Marco Marsilio, Lorenzo Sospiri e il sindaco Carlo Masci, promette benefici socio-economici, con nuovi posti di lavoro e attrattiva turistica.




