“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Sinistra Italiana: "Sosteniamo il progetto di fusione al 1 gennaio 2027"
Ma la gestione del processo da parte della Giunta Masci preoccupa il partito che chiede l'inserimento dei municipi nello statuto
Sinistra Italiana Pescara conferma il proprio sostegno alla fusione tra i Comuni di Pescara, Montesilvano e Spoltore, prevista nel primo semestre del 2027 con commissariamento dal 1° gennaio fino alle prossime elezioni amministrative. "Il progetto è strategico: nascerà una città da 200.000 abitanti al centro della costa adriatica, in un tratto dove — a differenza della costa tirrenica — non sono mai sorte grandi città, con l'eccezione di Bari a sud e Venezia a nord. Una nuova centralità capace di attrarre investimenti privati e valorizzazione pubblica: dalla Direzione Marittima ai Centri meccanizzati postali, fino a sedi ministeriali e militari di rilievo. A ciò si aggiungono gli incentivi fiscali previsti per legge per i Comuni che completano la fusione e i benefici di un governo unico — un solo Sindaco, un solo Consiglio Comunale — più rapido ed efficiente nel rispondere alle esigenze di una cittadinanza che nella realtà è già unita", spiega il vice segretario provinciale Emanuele Mancinelli. Ma qualcosa non funziona. La gestione del processo da parte della Giunta Masci, Comune capofila, preoccupa il partito. "Appoggiamo convintamente la fusione, ma non possiamo tacere: il Consiglio Comunale di Pescara non ha ancora votato il nuovo Statuto, mentre Montesilvano e Spoltore lo hanno approvato da tempo. Vogliono forse mantenere lo Statuto attuale, esautorando completamente gli altri due Comuni? Lo riteniamo profondamente sbagliato e dannoso — sia per la buona riuscita del progetto, sia per i cittadini di Montesilvano e Spoltore, che rischiano di restare senza garanzie sui servizi di prossimità. Senza programmazione condivisa e senza i Municipi previsti nel nuovo Statuto, il decentramento democratico rimane sulla carta. Eppure è proprio lì la chiave: solo con un decentramento reale, con fondi e competenze adeguati, la fusione renderà davvero grande Pescara", conclude Mancinelli.




