Sicurezza e commercio: Confartigianato Pescara chiede più presidi e tutela dei locali

Dopo le aggressioni in piazza Santa Caterina, l’associazione: “Sicurezza e vitalità commerciale devono andare insieme. I locali non sono il problema, ma parte della soluzione”

Sicurezza e commercio: Confartigianato Pescara chiede più presidi e tutela dei locali

Le recenti aggressioni verificatesi nella zona di piazza Santa Caterina hanno riaperto il dibattito sulla sicurezza nelle aree della movida pescarese. A intervenire è Confartigianato Pescara, che attraverso il direttore Fabrizio Vianale chiede un approccio strutturale: “Il tema della sicurezza non può essere affrontato soltanto quando si verificano episodi gravi. È necessario mantenere sempre alto il livello di attenzione e assicurare un presidio adeguato delle zone della movida, a tutela dei cittadini, dei frequentatori e degli stessi operatori economici” . Per Confartigianato, sicurezza e vitalità commerciale devono procedere di pari passo. La presenza di attività, locali e operatori rappresenta un elemento importante di presidio del territorio, contribuendo a mantenere vive le strade e a creare una presenza costante di persone. “Senza la presenza dei locali, la zona di via Battisti e delle strade circostanti rischia di trasformarsi in un Far West – aggiunge Vianale –. I locali non sono il problema, ma una parte della soluzione. Dove ci sono attività aperte, lavoratori, clienti e persone che frequentano il quartiere esiste anche una maggiore attenzione a ciò che accade” . Confartigianato guarda con interesse alla proposta di delibera presentata dall’Amministrazione comunale di Pescara sulla modifica delle Norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale. La misura prevede, nelle aree individuate come maggiormente vocate al commercio, di limitare il cambio di destinazione d’uso dei locali commerciali in autorimesse. “È una scelta che va nella direzione che Confartigianato ha indicato da tempo – sottolinea Vianale –. Abbiamo più volte lanciato l’allarme sul rischio di desertificazione commerciale e sociale di alcune zone centrali della città. Quando una vetrina viene sostituita da un garage non perdiamo soltanto un’attività economica: perdiamo una funzione urbana, un punto di riferimento e una presenza quotidiana” . Secondo l’associazione, la tutela delle attività commerciali deve essere considerata parte integrante delle politiche di rigenerazione e vivibilità del centro cittadino. La presenza di negozi, pubblici esercizi e altre attività contribuisce infatti a garantire frequentazione, relazioni e controllo sociale degli spazi. “È positivo che si cominci a ragionare concretamente su come impedire che i locali commerciali vengano progressivamente sottratti alla loro funzione – aggiunge il direttore di Confartigianato Pescara –. Ma questa scelta deve essere inserita in una strategia più ampia per il centro, nella quale sicurezza e commercio siano considerati insieme. Una strada con le serrande abbassate e senza attività è inevitabilmente più fragile anche sotto il profilo della sicurezza” . Confartigianato ribadisce quindi la necessità di un confronto stabile tra Amministrazione, forze dell’ordine e categorie economiche per affrontare le criticità delle aree centrali, senza contrapporre le esigenze dei residenti a quelle delle imprese. “Dobbiamo evitare di alimentare l’idea che per garantire la tranquillità sia necessario allontanare le attività e spegnere la città – conclude Vianale –. La strada da seguire è esattamente l’opposto: più regole, più controlli, più sicurezza e un tessuto commerciale che possa continuare a vivere. Perché una città frequentata e con attività aperte è una città più presidiata. E questo vale ancora di più per le zone della movida” .