Primo caso di West Nile nel Chietino: donna ricoverata a Chieti

La paziente, 75 anni, è stata trasferita nel reparto di Malattie Infettive del “SS. Annunziata” dopo l’arrivo in Pronto soccorso con febbre e gravi disturbi neurologici. Le sue condizioni sono stabili

Primo caso di West Nile nel Chietino: donna ricoverata a Chieti

È stato accertato il primo caso di infezione da virus West Nile in provincia di Chieti. Si tratta di una donna di 75 anni, ricoverata nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale “SS. Annunziata”. La paziente era arrivata nei giorni scorsi in Pronto soccorso in condizioni critiche, con febbre e gravi disturbi di tipo neurologico, in un quadro reso più complesso dalla presenza di patologie pregresse. L’ipotesi di un’infezione trasmessa dalla puntura di una zanzara era stata formulata già durante la valutazione clinica. La diagnosi è stata successivamente confermata dagli esami eseguiti dall’Istituto Zooprofilattico di Teramo sui campioni biologici prelevati al momento del ricovero. Le condizioni della donna sono attualmente stabili: è sottoposta a terapia antibiotica e antivirale e non necessita di supporto ventilatorio.

L’accertamento del caso ha fatto scattare i protocolli previsti. La segnalazione è stata trasmessa al Servizio di Igiene e Sanità Pubblica, che dovrà attivare le misure di prevenzione, controllo e monitoraggio necessarie a tutelare la popolazione e a limitare il rischio di diffusione del virus. La Asl sta inoltre inviando le comunicazioni di rito alla Regione e all’Ordine dei Medici, con le indicazioni per la gestione clinico-diagnostica dei casi sospetti o confermati. Agli ospedali è stato chiesto di mantenere alta l’attenzione nei confronti dei pazienti che accedono ai Pronto soccorso e di attivare, quando sono presenti elementi clinici ed epidemiologici significativi, gli accertamenti previsti dal Piano nazionale Arbovirosi. È stata avviata anche un’indagine epidemiologica per ricostruire la storia del contagio. Saranno analizzati il domicilio della paziente, i contatti stretti, la data di comparsa dei sintomi, i luoghi frequentati nei 21 giorni precedenti e gli eventuali viaggi recenti. L’obiettivo è stabilire se si tratti di un caso autoctono o importato.


La comunicazione è stata trasmessa anche al Comune di residenza della donna, invitato a valutare eventuali trattamenti straordinari contro le zanzare. Gli interventi potranno riguardare sia le larve presenti nei possibili focolai, come tombini e fossati, sia gli insetti adulti nelle aree vicine all’abitazione della paziente o nei luoghi in cui potrebbe essere avvenuta la puntura. Si tratta di operazioni circoscritte, finalizzate a ridurre rapidamente la presenza di zanzare potenzialmente infette.

«La nostra Azienda si è attivata tempestivamente per mettere in atto tutte le procedure del caso», sottolinea il direttore generale della Asl, Mauro Palmieri, invitando anche i cittadini a collaborare con semplici comportamenti di prevenzione.

Tra le indicazioni:
•    eliminare i ristagni d’acqua nei sottovasi, nei giardini e nei contenitori;
•    pulire con regolarità le grondaie;
•    utilizzare zanzariere alle finestre;
•    applicare prodotti repellenti sulla pelle, seguendo le istruzioni;
•    svuotare frequentemente secchi, vasi e altri recipienti lasciati all’aperto.

Il Ministero della Salute raccomanda inoltre di indossare, soprattutto all’alba e al tramonto, pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe, poiché la zanzara comune del genere Culex è particolarmente attiva nelle ore serali e notturne.

La Asl invita a non alimentare allarmismi. Il virus West Nile viene trasmesso principalmente dalla puntura di zanzare infette, che acquisiscono il virus dagli uccelli selvatici, considerati il principale serbatoio. Non si trasmette invece da persona a persona attraverso il contatto diretto. Nella maggior parte dei casi l’infezione non provoca sintomi. Una parte dei soggetti può sviluppare febbre, mentre più raramente si manifestano forme neurologiche gravi, soprattutto in presenza di età avanzata o condizioni di salute preesistenti. La protezione dalle punture e l’eliminazione dei ristagni d’acqua restano quindi le principali misure di prevenzione.