Pescara, suicidio all'Adriatico: domina per 80 minuti, poi la Samp la ribalta nel recupero

Nel primo tempo la sblocca Di Nardo. Nel finale Conti e De Paoli beffano il Delfino

Pescara, suicidio all'Adriatico: domina per 80 minuti, poi la Samp la ribalta nel recupero

Una punizione eccessiva, di quelle che lasciano il segno e un retrogusto amarissimo. Il Pescara cade in casa contro la Sampdoria per 1-2 in uno scontro diretto che sembrava ormai incanalato sui binari biancazzurri. La squadra di mister Gorgone, avanti per quasi tutta la gara, paga a caro prezzo alcune ingenuità difensive e la mancanza di cinismo sotto porta, venendo trafitta proprio nel momento in cui il traguardo sembrava a un passo.

Rispetto al blitz di Reggio Emilia, Gorgone rimescola le carte inserendo dal primo minuto Acampora e Cagnano, rientrati dalla squalifica. In difesa confermato il quartetto davanti a Saio con Capellini e la coppia centrale Altare-Bettella. C’è ovviamente Insigne, l’uomo della provvidenza: i numeri parlano chiaro, con lui in campo la media punti del Delfino schizza verso l'alto. Dall'altra parte, la Samp di Lombardo si presenta con un assetto flessibile e l’ex Brunori come spauracchio principale. Il Pescara parte con il piglio giusto: Di Nardo è ispiratissimo e al 5’ serve a Insigne il pallone del possibile vantaggio, ma la mira è imprecisa. I padroni di casa tessono trame interessanti grazie alla regia di Brugman, che al 13’ mette Valzania in condizione di battere a rete, con la sfera che però sorvola la traversa. La Samp soffre ma punge in ripartenza: al 22’ Saio deve superarsi in uscita bassa per chiudere lo specchio a Brunori. Al 24’ cross perfetto di Acampora per la testa di Di Nardo, ma la palla si stampa contro la traversa a portiere battuto. Quando il primo tempo sembra destinato a chiudersi a reti bianche, arriva l'episodio chiave: fallo di Albidgaard su Olzer in area. Dopo il consulto del VAR, Piccinini indica il dischetto. Di Nardo non trema e trasforma nel recupero, facendo esplodere il boato della Nord.

Nel secondo tempo la Samp tenta di alzare il baricentro, ma il Pescara appare in controllo. Gorgone prova a blindare il centrocampo inserendo Caligara per Olzer, mentre Lombardo risponde ridisegnando i suoi con un assetto iper-offensivo. Al 74’ l’occasione del ko: Brugman inventa per Meazzi che, lanciato a rete, sciupa clamorosamente il raddoppio. È il punto di svolta, in negativo. All’81’, sugli sviluppi di un'azione travolgente di Begic, Conti trova il corridoio giusto per battere Saio e firmare il pari. Il Pescara accusa il colpo e, nonostante i cambi (dentro Gravillon, Letizia e Russo), perde le distanze. In pieno recupero, la beffa si materializza: contropiede fulmineo orchestrato da Cherubini che serve a Depaoli un pallone che deve solo essere spinto in rete di petto. Finisce 1-2 e per il Pescara la strada verso la salvezza si fa nuovamente in salita: servirà un’impresa domenica prossima a Carrara per scacciare i fantasmi.

PESCARA-SAMPDORIA 1-2

PESCARA (4-3-2-1): Saio; Capellini, Altare (79' Gravillon), Bettella, Cagnano; Valzania (79' Letizia), Brugman, Acampora (67' Meazzi); Olzer (61' Caligara), Insigne; Di Nardo (79' Russo). A disposizione: Brondbo, Oliveri, Corbo, Brandes, Graziani, Berardi, D’Errico. Allenatore: Gorgone.

SAMPDORIA (4-3-3): Martinelli; Di Pardo, Albidgaard, Viti, Giordano (68' Cicconi); Conti, Esposito (68' Ricci), Barak (53' Cherubini); Begic, Brunori, Pierini (88' Depaoli). A disposizione: Ghidotti, Ferrari, Hadzikadunic, Palma, Riccio, Casalino, Coda, Soleri. Allenatore: Lombardo.

Marcatori: 45'+2 rig. Di Nardo (P), 81' Conti (S), 90'+4 Depaoli (S).