“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Pescara, con la Juve Stabia solo 1-1.Un pari che lascia l'amaro in bocca
Solo due punti raccolti nelle ultime tre giornate per i biancazzurri di Gorgone
Un pareggio che non scaccia i fantasmi ma, anzi, li rende terribilmente concreti. Allo stadio “Adriatico”, il Pescara di Giorgio Gorgone non va oltre l'1-1 contro una solida Juve Stabia, scivolando in una posizione di classifica che oggi significherebbe playout. In un pomeriggio segnato dal caldo e dalla tensione, i biancazzurri mancano l'appuntamento con una vittoria, davanti al pubblico delle grandi occasioni, che sarebbe stata ossigeno puro, vedendo la salvezza diretta trasformarsi in un traguardo sempre più sfocato. Prima del match Marco Verratti ha premiato Antonio Di Nardo come miglior giocatore Serie B dello scorso mese.
Il primo tempo vive di fiammate e di una Juve Stabia che sembra gestire meglio il possesso, rendendosi pericolosa in un paio di circostanze che fanno tremare il pubblico di casa. Il Pescara prova a rispondere con l'agonismo: Di Nardo colpisce un legno (azione poi vanificata dalla segnalazione di offside) e Insigne impegna Confente, ma la manovra appare a tratti contratta, schiacciata dall'importanza della posta in palio.
La ripresa si accende subito. Al 6', Roberto Insigne sblocca il match: una punizione dell'esterno biancazzurro beffa un Confente non impeccabile, facendo esplodere l'Adriatico. L'illusione del vantaggio dura però solo dieci minuti. Al 16', Okoro semina il panico nella difesa pescarese e serve a Correia il pallone dell'1-1. Il Pescara accusa il colpo ma ha la forza di reagire. L'occasione della vita capita ancora sui piedi di Di Nardo alla mezz'ora: l'attaccante vince un duello fisico e si invola verso la porta, ma a tu per tu con Confente si fa ipnotizzare dal portiere ospite, che riscatta così l'errore precedente. Gorgone tenta il tutto per tutto nel finale, inserendo forze fresche tra cui il rientrante Tsadjout, ma la lucidità viene meno sotto i colpi dell'afa e della stanchezza. La Juve Stabia, dal canto suo, difende con ordine un punto prezioso per la propria corsa playoff.
Al triplice fischio è 1-1. Un risultato che lascia l'amaro in bocca al Delfino, ora ufficialmente agganciato alla zona playout (seppur nella posizione più sfavorevole). A due giornate al termine e una condizione psicofisica da recuperare, il Pescara è chiamato a una vera impresa per evitare le forche caudine degli spareggi retrocessione.
PESCARA (4-3-2-1): Saio; Letizia (36’ st Faraoni), Capellini, Bettella (27’ st Altare), Cagnano; Valzania, Brugman, Caligara (24’ st Berardi); Acampora (24’ st Meazzi), Insigne; Di Nardo (36’ st Tsadjout). A disp.: Brøndbo, Profeta, Brandes, Fanne, Gravillon, Russo, Oliveri, Corbo. All.: Gorgone.
JUVE STABIA (3-5-1-1): Confente; Diakité (15’ st Varnier), Giorgini, Dalle Mura; Ricciardi (1’ st Carissoni), Mosti (45’ st Pierobon), Leone, Correia, Cacciamani (15’ st Mannini); Maistro (19’ st Gabrielloni); Okoro. A disp.: Signorini, Bojer, Battistella, Bellich, Ciammaichella, Torrasi, Dos Santos Matheus. All.: Abate.
Arbitro: Perenzoni di Rovereto. Reti: 6’ st Insigne (P), 16’ st Correia (J). Note: Ammoniti Valzania, Altare (P); Ricciardi, Cacciamani (J).
Fonte foto: Pescara Calcio. Credits: Massimo Mucciante




