“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Pescara abbraccia il 'Profeta': le lacrime di Allegri e l'omaggio del popolo biancazzurro
Tra i presenti Di Francesco, Ulivieri e i biancazzurri delle storiche promozioni in Serie A
Ci sono giorni in cui la nostalgia non è un semplice ricordo, ma un sentimento vivo che riempie gli spazi, gonfia i cuori e, a volte, rigira gli occhi di lacrime. È quello che è successo nella sala consiliare del Comune di Pescara, letteralmente presa d'assalto da tifosi, addetti ai lavori e mostri sacri del calcio italiano per la prima edizione del Premio Galeone. Un tributo doveroso a Giovanni Galeone, il "Profeta" del calcio spettacolo, scomparso lo scorso novembre a 84 anni, che proprio all'ombra del Flaiano ha scritto le pagine più romantiche della sua epopea calcistica.
Il momento più toccante della serata, condotta con ritmo e sensibilità dal giornalista di Sky Daniele Barone insieme a Grazia Di Dio, ha visto protagonista Massimiliano Allegri. L’ex tecnico di Milan e Juventus, visibilmente commosso, non è riuscito a trattenere le lacrime sul palco nel ricordare il suo mentore: "Il mister mi ha cambiato la vita. Mi colpì subito, qui a Pescara, nel corso del primo allenamento nel lontano 1991. Dal punto di vista tecnico-tattico diceva cose che rivedo solo oggi nel calcio moderno: era un precursore assoluto. Ma il suo insegnamento più grande è stato un altro: lavorare sempre col massimo impegno senza mai prendersi troppo sul serio. Umanamente non mi ha mai fatto mancare il suo sostegno, è sempre stato al mio fianco. È sempre dentro di me".
Se Gian Piero Gasperini è stato trattenuto a Roma da impegni di lavoro, il resto della "famiglia" di Galeone non ha voluto mancare. Dal Brasile è arrivato il caloroso videomessaggio di Leo Junior, mentre in platea si sono ritrovati i pilastri di quel Pescara dei miracoli che conquistò le storiche promozioni in Serie A nel 1987 e nel 1992: volti indimenticabili come Bosco, Camplone, Bergodi, Ciarlantini e Di Cara, insieme ai dirigenti dell'epoca Panfilo De Leonardis, Franco Fedele e Antonio Oliveri. E poi ancora Gelsi, Colonnello, Giunti.
Sul palco sono saliti anche Renzo Ulivieri, presidente dell'Assoallenatori, ed Eusebio Di Francesco, reduce dalla fresca salvezza conquistata sulla panchina del Lecce. Tra i premiati della serata anche il tecnico del Teramo, Marco Pomante, a testimonianza di un filo conduttore che continua a legare il calcio abruzzese. A tracciare il ritratto di un uomo che ha fatto dell'estetica e della libertà di pensiero il suo manifesto sono state alcune delle firme più prestigiose del giornalismo sportivo italiano: Pierpaolo Marchetti - tra i promotori dell'evento insieme ai colleghi Rocco Coletti e Walter Nerone -, Riccardo Cucchi, Paolo Condò e Francesco Saverio Intorcia. Nei loro interventi è emersa non solo la rivoluzione tattica del 4-3-3 galeoniano, ma soprattutto la sua filosofia di vita, ironica, anticonformista e profondamente umana. E poi tra il pubblico non poteva mancare la sua compagna di vita, la moglie Annamaria, a cui è hanno donato un omaggio da Nella Grossi, presidente delle 'Donne Biancazzurre'.
Presente all'evento anche la sindaca di San Salvo, Emanuela De Nicolis: proprio nella cittadina del chietino, che il tecnico frequentava assiduamente, è stata deliberata l'intitolazione della tribuna dello stadio comunale alla memoria del Profeta. All'evento hanno partecipato anche i vertici del calcio locale e nazionale, con il vicepresidente della FIGC Daniele Ortolano e il presidente della LND Abruzzo Ezio Memmo. Pescara e l'Abruzzo hanno salutato così il loro Profeta: non con un minuto di silenzio, ma con il rumore assordante di un affetto che il tempo non potrà scalfire.




