“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Masci querela Costantini: “Non mi intimidirà”
Il sindaco in pectore ha denunciato il collega avvocato per delle frasi ritenute calunniose sulle ultime elezioni e sui presidenti di seggio
Dovevano essere elezioni tranquille invece, anche stavolta, finiranno in tribunale. Ad agire e’ il primo cittadino in pectore, Carlo Masci, che ha denunciato il collega avvocato e candidato alla guida di Pescara, Carlo Costantini, per attacchi ritenuti diffamatori e calunniosi, legati alle elezioni comunali e alla gestione delle nomine dei presidenti di sezione.
“La querela annunciata dal candidato sindaco Masci nei miei confronti rappresenta un evidente tentativo di spostare sul piano giudiziario una critica politica e istituzionale, arrivando perfino ad attribuirmi parole che non ho mai pronunciato. Un tentativo di intimidazione che non mi fermerà. Non mi faccio intimidire, perché ho detto esattamente ciò che andava detto e sono pronto a ripeterlo in qualunque sede. Non ho nulla da ritrattare e non ho nulla di cui scusarmi: ho agito esclusivamente nell’interesse della mia città”. Questa la replica a mezzo stampa della vicenda di Carlo Costantini.
“Le mie parole - sottolinea - hanno sempre riguardato fatti politici e amministrativi. Il Consiglio di Stato, nella sentenza, parla di ‘errori non emendabili’, di ‘vizi gravi e sostanziali’ e di ‘dubbi sulla genuinità e affidabilità del risultato elettorale’. Non sono mie opinioni. Sono passaggi scritti nero su bianco nella sentenza. Se il candidato di
centrodestra vuole vedere un attacco alla persona, è una sua interpretazione. Il fatto di essere stato querelato mi consente, se necessario, di andare anche oltre quanto già accertato nell’attività di verifica svolta finora e di approfondire ulteriori aspetti. Di certo non contribuirà a far calare il silenzio”.
“Il senso delle mie dichiarazioni è molto chiaro. Ho ritenuto intollerabile che una città come Pescara potesse essere accostata, per il modo in cui è stato gestito il voto, a realtà in cui la scomparsa delle schede o la cattiva gestione delle operazioni elettorali vengono tradizionalmente associate a pratiche criminali o a gravi degenerazioni democratiche. Non ho mai attribuito responsabilità personali al sindaco, se non sul piano amministrativo e politico. Ho però ritenuto doveroso denunciare con forza una situazione che, per modalità e gravità, rischiava di ledere l’immagine, la credibilità e l’onorabilità democratica della nostra città. Difendere Pescara da qualunque accostamento improprio, pretendere regole chiare e un processo elettorale pienamente affidabile - osserva Costantini - non è un
attacco: è un dovere verso la comunità e verso le istituzioni. Un dovere che ieri come oggi sento di esercitare senza esitazioni”.
“Colpisce, infine, che la querela venga presentata come revocabile a fronte di una richiesta di scuse. È un elemento che chiarisce meglio di ogni parola la natura di questa iniziativa. Io non chiedo scusa perché non ho offeso nessuno e, soprattutto, non ho paura - conclude il candidato sindaco - Continuerò a difendere gli interessi di Pescare e dei pescaresi come prima e molto più di prima”.
Insomma ad un mese dal voto “confermativo o no” ne vedremo sicuramente delle belle o brutte, a seconda di come si vuole interpretare la questione elettorale.




