Verso il voto, Costantini all’attacco: “Masci non è più sindaco”

Il candidato sindaco del centrosinistra aggredisce il ‘collega’ avvocato sulla conferenza stampa per i lavori l Conservatorio e per gli stipendi pagati allo staff

Verso il voto, Costantini all’attacco: “Masci non è più sindaco”
“Masci non è più sindaco”. Comincia così la nota stampa dell’avvocato Carlo Costantini, candidato primo cittadino per il centrosinistra a due mesi dal ritorno alle urne in ventitré sezioni.  “E’ un candidato esattamente come lo sono io, come lo è Domenico Pettinari e come lo è Gianluca Fusilli, in attesa della ripetizione del voto”, prosegue sottolineando che “ilConsiglio di Stato ha definitivamente annullato tutte le elezioni, inclusa la sua”. Nella sua not stampa Costantini spiega che “ha solo il compito di adottare gli atti urgenti ed indifferibili e quelli di mera ed indispensabile esecuzione di disposizioni legislative e di decisioni preesistente” e che “in questo contesto è obbligato ad astenersi da ogni intervento che possa essere interpretato come una forma di captatiobenevolentiae nei confronti
degli elettori, al fine di assicurare una competizione libera e trasparente”. “Oggi ha ancora una volta dimostrato quale è il livello della sua arroganza e la sua attitudine a violare la legge”, prosegue Costantini puntando il dito contro il “collega’ avvocato per aver convocato una conferenza stampa su un’opera pubblica, “il Conservatorio, ferma da anni, nel tentativo disperato e non riuscito di recuperare gli anni perduti, agli occhi degli elettori”. In effetti “sebbene non più sindaco, ma solo candidato, l’ha convocata in Comune e la ha organizzata a spese della collettività, utilizzando il personale del suostaff il cui rapporto con il Comune è legalmente cessato nel momento in cui è cessata la sua carica di sindaco. In buona sostanza, ha trasformato il Comune nella sede del suo comitato elettorale, sfruttando i collaboratori pagati dal Comune che io e gli altri candidati dobbiamo, invece, pagare di tasca nostra”. Inoltre “non era presente in consiglio comunale, ma gli ho mandato a dire che dal giorno del deposito della sentenza il suo staff deve pagarselo da solo, così come pretende che i cittadini si paghino da soli 13 milioni di euro di multe l’anno e centinaia di euro al mese per parcheggiare l’auto. Gli ho anche mandato a dire che se non restituirà nelle casse del Comune i 3 giorni di stipendio pagati ai suoi collaboratori, chiederò formalmente di occuparsene alla Corte dei Conti”, asserisce Costantini concludendo: Aspetto, quindi, di vedere, insieme ai pescaresi che pagano le tasse, la sua disposizione di bonifico con beneficiario il Comune di Pescara. Non tollereremo più che eletti non più eletti e decaduti continuino ad utilizzare le risorse dei contribuenti pescaresi ed i dipendenti comunali per alimentare le loro campagne elettorali”.