“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Incendio in via Imele. Pettinari: “Non è un caso”
Il consigliere comunale aveva da poco denunciato il degrado nella zona conosciuta anche come piazza di spaccio
“Ieri abbiamo tenuto una conferenza stampa di denuncia in Via Imele, a Pescara, una realtà che da troppo tempo rappresenta una delle più gravi emergenze di legalità dell'intera regione Abruzzo. Via Imele è ormai conosciuta come la più imponente piazza di spaccio della regione: un luogo dove numerose abitazioni private sono state trasformate in veri e propri fortini della droga e dove, quotidianamente, centinaia di persone arrivano da ogni parte dell'Abruzzo per acquistare sostanze stupefacenti. Una situazione insostenibile, un autentico Bronx nel cuore della città, dove le poche famiglie oneste rimaste sono costrette a convivere ogni giorno con degrado, paura, violenza e criminalità”. Questa la denuncia di Domenico Pettinari, consigliere comunale e presiedente del movimento che fa capo al suo nome. “A rendere ancora più inquietante questo quadro è quanto accaduto appena due ore dopo la nostra conferenza stampa. Una parte di Via Imele è andata a fuoco: cumuli di rifiuti sono stati incendiati e le fiamme hanno raggiunto anche alcune abitazioni, mettendo a rischio la sicurezza delle persone residenti. Noi riteniamo che non si possa escludere l'ipotesi che si sia trattato di un gesto deliberato compiuto da qualcuno che non gradisce le nostre
battaglie per la legalità e la nostra costante attività di denuncia. Precisiamo che saranno le autorità competenti ad accertare fatti e responsabilità, ma il sospetto che questo incendio possa rappresentare un messaggio intimidatorio è forte e non può essere ignorato. Se questa ipotesi dovesse trovare conferma, ci troveremmo di fronte a un fatto gravissimo. Sarebbe un chiaro segnale mafioso rivolto non soltanto a chi denuncia, ma soprattutto alle tante persone perbene che vivono nel quartiere e che ogni giorno subiscono le conseguenze della criminalità. Un messaggio inquietante che sembrerebbe voler dire: "Non denunciate, non accendete i riflettori su ciò che accade, non partecipate alle iniziative per la legalità, altrimenti il quartiere verrà messo a ferro e fuoco". I nostri sospetti sono alimentati anche da quanto accaduto appena un anno fa. Proprio durante una delle nostre passeggiate notturne della legalità in Via Imele, siamo stati vittime di gravi episodi intimidatori. Nella stessa zona in cui oggi è stato appiccato l'incendio, una persona ci lanciò una forchetta contro e un'altra tentò di investirci dirigendo l'automobile ad alta velocità verso il nostro gruppo. Episodi che dimostrano il clima di tensione e di paura che da tempo caratterizza questa realtà. In questo inferno si vive con il timore costante che possa accadere il peggio. Ieri, non appena si sono sviluppate le fiamme, ho ricevuto decine di telefonate e messaggi vocali da cittadini terrorizzati che mi imploravano di intervenire e di non lasciarli soli. Ancora una volta ho raccolto il grido disperato di persone che non ce la fanno più e che sono costrette a vivere quotidianamente tra spacciatori, aggressioni, violenze e continue minacce. Per questo rivolgo un nuovo e accorato appello alle autorità di pubblica sicurezza, alle forze dell'ordine, alla Prefettura e al Sindaco di Pescara: prima che sia troppo tardi occorre intervenire con decisione per ripristinare la legalità in Via Imele. Non bastano più interventi sporadici o misure temporanee. Serve un'azione straordinaria, continua e coordinata per restituire sicurezza, dignità e speranza ai cittadini onesti che da anni attendono risposte concrete. Noi non arretreremo di un passo. Continueremo a denunciare, a stare accanto ai residenti e a chiedere che lo Stato faccia sentire con forza la propria presenza. Perché nessun quartiere può essere abbandonato alla criminalità e nessun cittadino deve sentirsi solo nella difesa della legalità”, conclude Pettinari.




