Dramma all’Adriatico: Pescara e Spezia si trascinano all’inferno. È Serie C

Un pareggio amaro (1-1) contro lo Spezia condanna i biancazzurri

Dramma all’Adriatico: Pescara e Spezia si trascinano all’inferno. È Serie C

La magia si è spenta, le luci dell’Adriatico si sono fatte fioche e il verdetto del campo, gelido e inappellabile, condanna il Pescara al ritorno nel purgatorio della Serie C. È bastato un solo anno per cancellare l’illusione di una rinascita che sembrava solida, una parabola discendente che ha trasformato l'entusiasmo della promozione in un cumulo di fischi e amarezza.

Sembra passata un’eternità da quella notte magica della finale play-off contro la Ternana. In quel giugno di sogni, il Pescara volava sulle ali di un Alessandro Plizzari monumentale, capace di parare l’impossibile e di regalare alla piazza la gioia del ritorno in cadetteria. Oggi, quello stesso stadio che aveva celebrato l'eroe con i guantoni è diventato il teatro di una contestazione feroce. La caduta è stata fragorosa, un risveglio brusco che riporta i biancazzurri indietro di dodici mesi. 

La sfida contro lo Spezia doveva essere quella della speranza, ma si è trasformata in un lento suicidio collettivo. Finisce 1-1, un pareggio amaro che non serve a nessuno e che condanna entrambe le formazioni alla retrocessione diretta.

Il Pescara ci aveva anche provato, chiudendo il primo tempo in vantaggio grazie a Faraoni. Ma nella ripresa è emersa tutta la fragilità mentale di una squadra svuotata: il pareggio di Artistico ha gelato i tifosi, scrivendo di fatto la parola "fine" sulla stagione. Le notizie che nel frattempo arrivavano da Catanzaro, con la vittoria del Bari per 3-2, hanno messo il sigillo su questo ultimo mese da incubo.

Il triplice fischio segnerà l'inizio dell'ennesima rivoluzione. Per molti senatori quella di stasera è stata l'ultima passerella in maglia biancazzurra. Su tutti Lorenzo Insigne, il cui ritorno in Abruzzo era stato accolto come il segno del destino e che invece si chiude con un addio colmo di tristezza e di fischi.

Anche in panchina tira aria di smobilitazione: per mister Gorgone è tempo di saluti. Il tecnico, travolto da una gestione tecnica che non ha mai trovato la quadra definitiva, lascerà un club che ora deve leccarsi le ferite e ricostruire tutto da zero.

 

Immagine di copertina: Pagina Facebook Pescara Calcio. Credits: Massimo Mucciante