“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Corso Manthonè. Sola (M5S): "Un quartiere senza visione"
Nella via principale del centro storico di Pescara apre un distributore automatico H24 segno del cambiamento sociale dettato dalla celebre ordinanza Cenerentola
L'apertura di un nuovo distributore automatico H24 in Corso Manthonè riaccende il dibattito sul futuro del centro storico di Pescara e sulla trasformazione del suo tessuto commerciale. Il Movimento 5 Stelle interviene chiedendo all'amministrazione comunale di chiarire quale sia la strategia per una delle aree più delicate della città, da mesi al centro delle polemiche sulla movida, sulla sicurezza e sul decoro urbano.
"Vorrei essere subito molto chiaro: non ho intenzione di demonizzare una categoria economica che opera nel rispetto delle regole, sarebbe sbagliato attribuire ai distributori automatici H24 responsabilità che appartengono, semmai, alla politica e alla capacità di governare il territorio. Quello che preoccupa - commenta il capogruppo M5S Paolo Sola - è il contesto nel quale questa apertura avviene. Corso Manthonè è la stessa zona nella quale il centrodestra ha giustificato per mesi l'ordinanza 'Cenerentola' parlando di degrado, schiamazzi e problemi di sicurezza. È la stessa zona nella quale gli esercenti continuano a fare i conti con limitazioni, restrizioni e controlli, senza che il Comune sia mai riuscito a costruire un vero progetto di rilancio del quartiere. Oggi, in questo scenario, apre un'attività automatizzata aperta ventiquattro ore su ventiquattro, mentre un altro distributore identico è già presente a poche centinaia di metri, in Piazza Garibaldi. E tra i prodotti messi in vendita - prosegue Sola - risultano esserci anche bevande alcoliche in bottiglie di vetro: con buona pace delle ordinanze e delle restrizioni sulla vendita e sul consumo di alcolici e sull'utilizzo del vetro che continuano, invece, a pendere sulla testa dei locali del quartiere. Una contraddizione che rende ancora più evidente l'assenza di una strategia complessiva: non può esserci una città rigidissima con chi ogni giorno alza una serranda, dà lavoro e garantisce anche un presidio umano del territorio, e distratta di fronte alle trasformazioni che stanno interessando quello stesso quartiere".
Secondo Paolo Sola, l'amministrazione dovrebbe interrogarsi sul modello di città che intende costruire.
"Qual è l'idea di sviluppo commerciale per il centro storico? Quali attività si vogliono incentivare? Esiste una pianificazione che tenga insieme qualità urbana, sicurezza, vivibilità e sostegno agli operatori economici oppure si assiste semplicemente ai cambiamenti senza governarli? Se una zona presenta criticità sotto il profilo della sicurezza, il problema non è certo la natura dell'attività commerciale, ma l'assenza di controlli e di una presenza costante delle istituzioni. Per questo non sarebbe serio trasformare i distributori H24 nel capro espiatorio di problemi che hanno radici ben più profonde. Al tempo stesso, però, è doveroso chiedersi se questa sia la direzione che il Comune immagina per uno dei luoghi più rappresentativi della città. Il centro storico dovrebbe essere valorizzato attraverso una programmazione capace di attrarre attività che generino presidio sociale, qualità urbana e nuove opportunità. Invece si continua ad avere la sensazione che tutto venga lasciato al caso, mentre gli esercenti che hanno creduto in Corso Manthonè vengono da anni schiacciati tra ordinanze, restrizioni e assenza di politiche di rilancio. L'apertura di questo nuovo esercizio non è il problema e non intendiamo farne il bersaglio - conclude Paolo Sola - il problema è un'amministrazione che pretende di governare il centro storico a colpi di ordinanze, ma non sembra avere un'idea di quale centro storico voglia costruire".




