Comitati 'pro' Nuova Pescara: la politica ignora i cittadini

Comitati e Radicali Abruzzo in audizione in Regione: aula semivuota, nessuna risposta sul commissario ad acta e rischio rinvio al 2029. «La sovranità appartiene al popolo»

Comitati 'pro' Nuova Pescara: la politica ignora i cittadini

Ieri, 5 ottobre 2026, i comitati di Spoltore e Montesilvano per Nuova Pescara e l’associazione Radicali Abruzzo sono stati auditi dalla Prima Commissione Bilancio – Affari Generali – Istituzionali del Consiglio regionale dell’Abruzzo. Al centro della discussione, l’emendamento alla legge 13/2023 a firma del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, assente per motivi personali, che sarà discusso di nuovo giovedì in Prima Commissione e poi in Consiglio regionale, dove si cercherà un consenso sul rinvio della Nuova Pescara al 2029. L’emendamento è stato illustrato dai dirigenti Zuccarini e Caporale.

I comitati ringraziano il presidente della Commissione Vincenzo D’Incecco e i consiglieri regionali Erika Alessandrini e Antonio Blasioli per l’opportunità di assistere e intervenire. Durante il dibattito è emerso che la nuova Pescara, una volta nata, avrà bisogno di un periodo di rodaggio e assestamento di diversi anni, durante il quale funzioni e uffici potranno essere accorpati e fusi progressivamente, conservando funzionalità e contratti attuali.

Da qui la domanda dei comitati: perché rinviare? «Perché continuare con questo teatrino? Ai cittadini non interessano i giochi politici di posizionamento e le lotte interne alle forze politiche. A noi interessa che venga attuata la volontà popolare». Secondo quanto appreso in audizione, però, il volere espresso nel referendum del 2014 non sarebbe una priorità. Lo dimostrerebbe anche il fatto che, quando associazioni e comitati hanno parlato come espressione dei movimenti cittadini, l’aula era ormai deserta: oltre al presidente di Commissione erano rimasti solo tre commissari, Alessandrini e Blasioli.

«Questa cosa è intollerabile, perché denota la mancanza di rispetto che la politica ha nei confronti dei cittadini. Noi diventiamo importanti solo quando è il momento di andare alle urne e la politica ha bisogno dei nostri voti», denunciano.

I comitati hanno chiesto perché fino ad ora non sia stato attivato il commissario. Dal dibattito con i tecnici sarebbe emerso che un commissario ad acta per la fusione sarebbe risolutivo, accelererebbe il processo e porterebbe alla nascita della Nuova Pescara nei tempi previsti. Ma non hanno ricevuto risposta, solo una serie di giustificazioni spesso contraddittorie.

Un altro punto critico riguarda Spoltore: in caso di rinvio anche solo al 2028, il Comune – unica amministrazione che termina il mandato elettorale nella primavera 2027 – dovrebbe tornare alle urne anche solo per sei mesi, sperperando centinaia di migliaia di euro per elezioni che produrrebbero un governo cittadino di pochi mesi. «Quindi domandiamo: perché rinviare ulteriormente? Anche la legge Delrio fornisce gli strumenti di flessibilità necessari per avviare la fusione e fare gli aggiustamenti negli anni successivi, lasciando il compito alle amministrazioni future della nuova città eletta dai cittadini», sottolineano.

«Noi siamo pronti a dare battaglia, in tutte le sedi, civili e penali. Vogliamo giustizia e soprattutto rispetto per noi cittadini e per la nostra volontà. Ricordiamo alla politica che la Costituzione italiana recita senza equivoco alcuno: “La sovranità appartiene al popolo”», concludono Marco Di Marzio, presidente del Comitato Spoltore per Nuova Pescara, e Mauro De Flaviis, presidente del Comitato Montesilvano per Nuova Pescara.