“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Chieti, cinque poliziotti denunciati a piede libero
L’inchiesta della Procura, avviata dopo un arresto per droga ad aprile. Il Questore li ha assegnati a incarichi non operativi
Cinque operatori della Polizia di Stato in servizio all’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico della Questura di Chieti sono stati denunciati a piede libero al termine di un’attività investigativa coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Chieti e delegata congiuntamente alla Squadra Mobile della Polizia di Stato e al Comando provinciale dei Carabinieri. L’indagine è scaturita da un arresto effettuato lo scorso aprile per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti. In quell’occasione, secondo quanto riferito dalla Procura, erano emerse alcune circostanze ritenute anomale, che hanno portato all’avvio di ulteriori accertamenti. Gli investigatori avrebbero acquisito elementi relativi alla possibile commissione di ulteriori reati, attualmente ancora al vaglio dell’autorità giudiziaria. Le ipotesi contestate, i cui dettagli restano coperti da segreto investigativo, riguardano la truffa ai danni dello Stato, il falso ideologico, il peculato e l’omissione di atti d’ufficio. Per motivi di opportunità, il Questore di Chieti ha disposto l’assegnazione dei cinque operatori ad altri incarichi non operativi. Si tratta di una misura organizzativa adottata mentre l’inchiesta della Procura prosegue. Nel comunicato, la Procura della Repubblica ha confermato la «massima fiducia nella Polizia di Stato», sottolineando che proprio la Polizia di Stato è stata delegata sin dall’inizio alle attività investigative, insieme all’Arma dei Carabinieri. La Procura ha inoltre ricordato che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari. La posizione dei cinque indagati dovrà quindi essere valutata nel corso dell’iter giudiziario e l’eventuale responsabilità penale potrà essere accertata soltanto con una sentenza definitiva, nel contraddittorio tra le parti. Le indagini sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Chieti, guidata dal procuratore Impiero Deflorio.



