Cgil Teramo: “Dovuto chiedere la chiusura del Colosseo per Andrea Moretti”

Il sindacato esprime vicinanza alla famiglia del giovane operaio di 22 anni e chiede più prevenzione, controlli e risorse per la sicurezza nei cantieri pubblici

Cgil Teramo: “Dovuto chiedere la chiusura del Colosseo per Andrea Moretti”

“Abbiamo dovuto chiedere la chiusura del Colosseo per la morte di Andrea Moretti”. È la denuncia della Cgil di Teramo dopo la morte del giovane lavoratore di 22 anni, avvenuta nel cantiere impegnato nella manutenzione del Colosseo.

Nel messaggio firmato dal segretario provinciale Pancrazio Cordone, il sindacato sottolinea come la tragedia si sia verificata in un cantiere legato a un appalto pubblico e alla manutenzione di uno dei monumenti italiani più conosciuti al mondo, inserito dal 1980 tra i siti patrimonio dell’umanità Unesco.

Per la Cgil, tuttavia, a lasciare “sgomenti” non è soltanto la gestione delle ore successive all’incidente, con la sospensione delle attività culturali e la chiusura dell’intero parco archeologico disposte nel corso della mattinata. Il nodo centrale, secondo l’organizzazione sindacale, riguarda soprattutto quanto accaduto prima della tragedia e le condizioni di sicurezza nel luogo di lavoro.

“Perché un cantiere di un’opera pubblica di un bene patrimonio dell’umanità non è esso stesso esempio per tutto il mondo di come si può e si deve lavorare in sicurezza?”, chiede la Cgil Teramo. Un interrogativo che, secondo il sindacato, richiama le responsabilità di imprese, stazioni appaltanti e istituzioni nel garantire standard elevati di prevenzione, in particolare nei lavori pubblici.

La Cgil ribadisce che il patrimonio pubblico dovrebbe rappresentare “un modello inderogabile di tutela e sicurezza” e invita a superare la sola retorica del cordoglio dopo gli incidenti mortali. Per il sindacato non è sufficiente inasprire le pene se, parallelamente, non vengono stanziate risorse adeguate per potenziare i servizi ispettivi e le attività di prevenzione degli enti competenti.

“È necessario investire su chi deve svolgere i controlli”, afferma la Cgil, chiedendo un cambiamento radicale nella cultura della sicurezza sul lavoro.

Infine, la Cgil di Teramo ha espresso la propria vicinanza alla famiglia di Andrea Moretti, ribadendo l’impegno a lavorare con tutte le parti sociali affinché la sicurezza nei luoghi di lavoro diventi una priorità costante per imprese e istituzioni.