“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Centrodestra diviso a Roseto, Forza Italia: «Non si allarga rinunciando al proprio ruolo»
Non si placa la frattura politica in seguito alla candidatura di Vanessa Quaranta. I dettagli nell’articolo
Non si placa la frattura nel centrodestra rosetano. Dopo la presentazione pubblica della candidatura di Vanessa Quaranta, sostenuta da Fratelli d'Italia, Noi Moderati e dalle realtà civiche, Forza Italia interviene con una nota durissima che ricostruisce due anni di confronto interno e punta il dito contro il metodo con cui si è arrivati alla scelta del candidato sindaco.
Secondo il partito azzurro, la vicenda «non nasce oggi e non può essere raccontata come il semplice esito di un confronto dell'ultima ora». Al centro delle critiche c'è la sequenza politica dei fatti: la candidatura di Quaranta, inizialmente maturata nell'ambito di una collaborazione politica, è diventata «progressivamente sempre più insistente e politicamente definita dopo le elezioni regionali del 10 marzo 2024», mentre il tavolo del centrodestra sarebbe stato convocato «soltanto successivamente», quando quella candidatura era ormai diventata il punto di riferimento attorno al quale si chiedeva agli altri partiti di convergere.
«Quando il tavolo è stato finalmente convocato, il confronto non è partito da una pagina bianca», si legge nella nota, che rivendica il ruolo di Forza Italia, Lega e UDC: «Hanno verificato la disponibilità di persone che avrebbero potuto mettere a disposizione della coalizione esperienza, credibilità e consenso, ma quelle persone chiedevano innanzitutto la garanzia di avere alle proprie spalle il centrodestra unito. Quella garanzia non poteva essere data».
Il partito respinge con fermezza la ricostruzione secondo cui sarebbero stati gli alleati a dividere la coalizione: «Non divide chi chiede di decidere insieme. Divide chi sostituisce il confronto con il fatto compiuto. L'unità si costruisce prima della scelta, non si pretende dopo, chiedendo agli altri di aderire ad una decisione già presa». E ancora: «Abbiamo cercato il confronto quando sarebbe stato più semplice rompere, abbiamo insistito sul dialogo quando il clima era rovente e abbiamo continuato a difendere l'unità del centrodestra anche quando questo ha significato subire attacchi personali, parole offensive e una progressiva delegittimazione».
La nota ricorda anche il tentativo, per un periodo, di costruire una sintesi attorno alla candidatura di Francesco Di Giuseppe, «strada possibile sulla quale costruire un progetto unitario» che però «non è stata percorsa fino in fondo».
Sul tema dell'allargamento alle civiche, Forza Italia chiarisce la propria posizione: «Allargare il centrodestra è una cosa; rinunciare al ruolo politico del centrodestra è un'altra. Quando il centrodestra si allarga, le realtà civiche entrano in un progetto politico più ampio nel quale il centrodestra mantiene la propria identità, la propria autonomia e la capacità di determinare le scelte fondamentali della coalizione». Non può accadere il contrario, ossia che «una parte del centrodestra finisca per aderire ad un progetto già costruito dalle civiche e ad una candidatura già individuata fuori dal percorso unitario della coalizione, chiamando poi questa operazione "allargamento del centrodestra"».
Da qui la rappresentazione offerta sabato alla città: «Da una parte Roseto e le realtà civiche che hanno costruito il progetto, dall'altra Fratelli d'Italia e Noi Moderati che – svalutando il centrodestra – hanno scelto di sostenerlo correndo come portatori d'acqua, mentre Forza Italia, Lega e UDC hanno scelto di non aderire a quella soluzione e di continuare a lavorare insieme».
Il partito azzurro non chiude però le porte: «Il percorso elettorale resta aperto e nessuna decisione definitiva è stata assunta: le valutazioni saranno compiute nei tempi e nei modi opportuni, nell'interesse della città e senza automatismi». Ma avverte: «Il centrodestra può dialogare con tutti, può coinvolgere le realtà civiche e può costruire alleanze ampie, ma non può farlo al prezzo della propria identità e della propria autonomia. Può aprire le proprie porte a tutti, ma non può consegnare ad altri le chiavi di casa propria; questo è ciò che è avvenuto, con tutte le conseguenze che ne deriveranno».
La nota si chiude con un appello al voto e ai temi concreti: «Da oggi, penseremo ai temi d'interesse per i cittadini ed ai programmi; a loro l'ultima parola». Ma il richiamo politico è più ampio: se questa dinamica diventasse un metodo, «non sarebbe più soltanto una vicenda locale, ma un problema politico per il centrodestra, perché quello di Roseto è solo l'ultimo dei "tavoli rotti"».



