Il Caimano via dal Parlamento, il "berlusconismo" no

Berlusconi non si arrende al declino: farà politica come Renzi e Grillo. Addio leggi ad personam, amnisti e condoni?

Il Caimano via dal Parlamento, il "berlusconismo" no

IL CAIMANO E' FUORI DAL PARLAMENTO IL BERLUSCONISMO NO. Erano le 17 e 42 del 27/11/ 2013, quando Berlusconi è stato dichiarato solennemente decaduto da Senatore della Repubblica. Quella di ieri, per molti commentatori politici, è una data storica perché segnerebbe la fine di un lungo predominio politico di B. durato quasi 20 anni. Era infatti il 16 maggio del 1994 quando il Cavaliere, dopo aver sconfitto nelle urne l'allora segretario del neonato partito Pds Occhetto, erede del vecchio Pci, si presentò al Senato per ottenere la fiducia al suo governo. Anche se non è più Senatore della Repubblica, pensare che il Caimano sia politicamente deceduto oltre che decaduto, come spera il Pd, è privo di logica. E' facile invece prevedere che, pur essendo diventato un comune cittadino, Berlusconi continuerà a fare politica e come sempre a tutela degli interessi suoi e dei suoi accoliti.

BERLUSCONI NON SI ARRENDE AL DECLINO: FARA' POLITICA COME RENZI E GRILLO. Infatti, come lui stesso ha dichiarato ieri al suo sparuto manipolo di truppe cammellate (circa un migliaio)
accorse per lo più dalla Puglia e dalla Campania con viaggio, panini, ed albergo pagati, continuerà a fare politica fuori dal parlamento come fanno Matteo Renzi e Beppe Grillo che non sono né senatori né deputati. Certo in via teorica potrebbe finire in carcere e non potrà più invocare alcune delle leggi promulgate in suo favore per sfuggire ai giudici come il lodo Schifani del 2003, dichiarato illegittimo dalla Corte Costituzionale, e che prevedeva una sorta di immunità per le 5 più alte cariche dello stato tra cui la sua. Nè il lodo Alfano che ricalca quello di Schifani e dichiarato anch'esso illegittimo dalla Consulta. Nè potrà invocare la legge sul legittimo impedimento, anch'essa finita male perché dichiarata parzialmente illegittima dalla Corte Costituzionale e poi definitivamente abrogata col referendum del giugno 2011.

ADDIO, PER ORA, ALLE LEGGI AD PERSONAM, ALLE AMNISTIE E AI CONDONI. Anche con tutta la buona volontà difficilmente Letta, pena una sollevazione popolare contro il suo già fragile governo, emanerà provvedimenti legislativi a lui favorevoli come potrebbe essere un'amnistia, un condono più o meno tombale o uno scudo fiscale. E difficilmente Napolitano gli concederà la grazia visto che Berlusconi ha ignorato le condizioni poste dal Colle per ottenerla e cioè: abbassare i toni, accettare la condanna, allontanarsi dalla vita politica e infine richiedere il provvedimento di grazia. Nella sua guerra contro le "toghe rosse", potrà comunque continuare a beneficiare delle altre leggi
ad personam emanate dai suoi governi come quella del 2001 che ha depenalizzato il reato di falso in bilancio e della prescrizione breve di cui si è avvalso in ben 6 circostanze, grazie anche alla bravura dei suoi avvocati Ghedini e Longo, esperti in pratiche dilatorie per far dichiarare prescritti i processi, e che, per i loro meriti, sono stati promossi parlamentari. Anche se decaduto da senatore il Cavaliere conserva intatto tutto il suo potere economico e quello mediatico che ne fanno un unicum in Europa e
che continuerà ad utilizzare come ha sempre fatto per i suoi fini personali. Quelli che lui chiama comunisti farebbero bene a non illudersi di aver messo la parola fine alla carriera politica del signore di Arcore, perché resta nel suo pieno controllo l'impero mediatico delle reti Mediaset e dei giornali di proprietà della famiglia.

IL PARADOSSO DEL CONFLITTO D'INTERESSI CHE VIENE MENO. Paradossalmente, poiché da oggi non siede più in Parlamento, dove peraltro è andato assai poco, il problema del conflitto di
interessi, colpevolmente ignorato dalla sinistra in questi 20 anni, addirittura non è più una priorità. Così il Cavaliere potrà continuare, utilizzando il suo immenso potere, a illudere gli italiani, con le sue false promesse come l'ultima. Quella cioè della abolizione dell'IMU sulla prima casa considerata "sacra", ben sapendo che si sarebbe ripresentata sotto un altro nome, la IUC appunto. Non sarà lui a essere candidato nelle prossime elezioni europee e forse quelle politiche anticipate, ma la possibilità
che forza Italia, ex Pdl, diventi il primo partito, come risulta dai sondaggi, è concreta. In tal caso non è escluso che B. tornerà con tutti gli onori ad essere nuovamente premier dopo aver cancellato la legge Severino sulla decadenza dei pregiudicati. Non si illudano Letta e & C, che l'era Berlusconiana sia definitivamente tramontata, perché non basta una sentenza della magistratura e un voto del Senato a cancellare 20 anni di danni economici e morali che l'ex "unto del Signore", ha sciaguratamente causato nel nostro paese.

Clemente Manzo

giovedì 28 novembre 2013, 20:06

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