Addio ad Agnese Borsellino

Si è spenta dopo una lunga malattia la moglie del giudice ucciso per aver scoperto la trattativa Stato-Mafia

Addio ad Agnese Borsellino

I FUNERALI DI AGNESE PIRAINO LETO, LA MOGLIE DI PAOLO BORSELLINO. Stamattina alle 9 e 30 nella  chiesa di Santa Luisa di Marillac, si sono svolti i funerali di Agnese Borsellino, la moglie del magistrato assassinato dalla mafia, morta all'età di 71 anni per un male incurabile. Una folla imponente ha  salutato per l'ultima volta la donna che avrebbe voluto continuare ad essere una presenza discreta al fianco di Paolo, piuttosto che diventare una icona della  lotta alla mafia. Dall'omicidio del marito avvenuto il 19 luglio del 1992 e fino a che la malattia  glielo  ha permesso, si è sempre battuta affinchè fosse fatta piena luce sullo sciagurato accordo Stato-Mafia di cui il magistrato amico di Falcone è stato vittima.

GLI STRISCIONI CON LA SCRITTA AGNESE E PAOLO DI NUOVO INSIEME. La "Comunità Militante Palermo", un'organizzazione di giovani di destra, ha partecipato alle esequie firmando uno striscione con la scritta "Agnese e Paolo di nuovo insieme". La Comunità  Militante Palermo, che ogni anno  il 19 luglio, organizza una fiaccolata in memoria di quell'omicidio di mafia, nella notte aveva tappezzato Palermo con diversi striscioni. Numerose sono state le autorità che hanno accompagnato il feretro.

LE AUTORITA' INTERVENUTE AL FUNERALE Il governo era rappresentato da Alfano e dalla Cancelleri, la regione Sicilia dal suo presidente Crocetta e il Parlamento da Grasso. Anche il Capo dello Stato Napolitano ha voluto inviare un messaggio commosso ai figli di Agnese Piraino Leto, ma come ha dichiarato Ingroia «Nei momenti di commozione, tutti piangono sulle bare dei morti. Quando si è vivi non c'è altrettanto impegno ad andare incontro alle richieste che vengono da vivi». Era logico che mancasse Nicola Mancino, l'autore delle telefonate con il Capo dello Stato, a proposito del quale Agnese scrisse una lettera a Servizio Pubblico.

LO SDEGNO DI AGNESE PER MANCINO. «Sento di avere tutto il diritto, forse anche il dovere, di manifestare tutto il mio sdegno per un ex ministro, Presidente della Camera, e vice presidente del Csm che a più riprese nel corso di indagini giudiziarie, che pure lo riguardavano, non ha avuto scrupoli nel telefonare alla  più alta carica dello stato, di cui io oggi ribadisco tutta la mia stima, per mere beghe personali»ha affermato Agnese Borsellino aggiungendo poi nella  missiva che «chi era e quale ruolo rivestiva l'allora ministro dell'Interno Nicola Mancino, quando il pomeriggio del primo luglio del 92 (18 giorni prima della sua morte n.d.r.) incontrò mio marito? Perchè Paolo rientrando la sera di quello stesso giorno da Roma, mi disse di aver respirato aria  di morte?». Il cognato Salvatore Borsellino che, annunciando la sua morte aveva, dichiarato polemicamente rassegnato: «E' morta Agnese, è andata a raggiungere  Paolo, adesso saprà la verità sulla sua morte». Agnese ormai dunque sicuramente ora conosce  la verità sulla morte di suo marito, ma anche la popolazione  civile di questo paese, che ancora ignora la verità sulle stragi della Banca dell'Agricoltura, di Brescia, della stazione di Bologna e di quella di Ustica, vuole conoscere la verità  giuridica su questo delitto i cui mandanti sono ancora ignoti.

Clemente Manzo

 

lunedì 06 maggio 2013, 19:56

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