Verso le elezioni politiche 2027: il 42% ridisegna gli equilibri

La nuova legge elettorale cambia il peso dei piccoli partiti e delle coalizioni. L'analisi di Demox Italia

Verso le elezioni politiche 2027: il 42% ridisegna gli equilibri

DEMOX Italia ha pubblicato la Mesemedia di metà settembre, il sistema di monitoraggio delle intenzioni di voto nazionali attivo da aprile 2026, che integra e confronta i principali sondaggi pubblicati da fonti demoscopiche qualificate. Fratelli d’Italia resta il primo partito con il 26,11%. Seguono il Partito Democratico al 19,21% e il Movimento 5 Stelle all’11,33%. Forza Italia è al 7,40%, Futuro Nazionale al 6,51%, Lega al 6,26%, AVS al 5,06%, Azione al 3,05% e Italia Viva al 2,46%.

Nel medio periodo, il movimento più significativo riguarda il centrodestra. Da aprile FdI perde 3,51 punti e il PD 2,23, mentre Futuro Nazionale passa dal 2,44% al 6,51% (+4,07). I dati non consentono di attribuire automaticamente la provenienza di questi consensi, ma cambiano l’aritmetica e la geometria interna delle possibili coalizioni.

Il numero intorno al quale ruota questa fotografia è però il 42. Il ddl S.1971 (nuove disposizioni in materia di elezioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica), approvato con modifiche dal Senato il 15 settembre e ora tornato alla Camera, prevede il premio di governabilità per la lista o coalizione più votata che raggiunga almeno il 42% dei voti validi in entrambe le Camere.

FdI, Forza Italia, Lega e Noi Moderati valgono insieme il 40,89%: appena 1,11 punti sotto la soglia. Con Futuro Nazionale il totale salirebbe al 47,40%. Dopo lo sprint delle settimane scorse, Futuro Nazionale rallenta: rispetto al 3 settembre guadagna appena 0,05 punti. Ma mentre il trend si ferma, aumenta il valore aritmetico della posizione che occupa.

Anche nel PD il 42 è un numero da tenere d’occhio. PD, M5S e AVS sommano il 35,60%; con Italia Viva e +Europa arrivano al 39,47%. Aggiungendo Azione si toccherebbe il 42,52%. E c’è un secondo dato: senza Futuro Nazionale, lo stesso 3,05% di Azione porterebbe FdI, Forza Italia, Lega e Noi Moderati dal 40,89% al 43,94%.

Per dirla con il politologo Giovanni Sartori, si tratta di “potenziale di coalizione”: il peso di una forza politica non dipende soltanto dalla sua dimensione, ma anche dalla posizione che occupa nelle combinazioni possibili. Nella fotografia Mesemedia, Futuro Nazionale porta l’aggregato di centrodestra oltre il 42%; Azione, sul piano puramente aritmetico, consentirebbe di superare quella soglia a entrambi gli aggregati considerati.

Si tratta, chiaramente, di simulazioni aritmetiche, non di previsioni né di ipotesi di accordo politico. Le percentuali dei partiti non si trasferiscono automaticamente da una coalizione all’altra e le scelte degli elettori non coincidono necessariamente con quelle dei gruppi dirigenti.

Il dato mostra però un effetto possibile della soglia del 42%: quando i blocchi si fermano poco sotto il traguardo, anche pochi punti possono acquistare un peso negoziale molto maggiore della loro consistenza numerica.

In sintesi:

· Centrodestra senza FN: 40,89%
· Centrodestra con FN: 47,40%
· Centrosinistra con Azione: 42,52%