Trent’anni senza Marino Di Resta: l’Arma ricorda l’eroe caduto in servizio

Oggi la cerimonia in piazza intitolata al Maresciallo Capo, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. All’Aurum l’esposizione di mezzi storici, il dialogo con la vedova e due borse di studio

Trent’anni senza Marino Di Resta: l’Arma ricorda l’eroe caduto in servizio

Pescara si prepara a commemorare il trentennale dell’uccisione del Maresciallo Capo Marino Di Resta, Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria, caduto per mano di una banda criminale. La cerimonia, alla presenza della vedova, dottoressa Giuseppina Franzoni, e dei figli, si articolerà in due momenti principali.

Alle 9:45, in piazza Marino Di Resta, si terrà la solenne cerimonia commemorativa. Parteciperanno il Comandante Interregionale Carabinieri “Ogaden”, Generale di Corpo d’Armata Rosario Castello, e le massime autorità civili, militari e religiose.

Alle 11:00, al Centro polifunzionale e culturale “Aurum”, l’evento proseguirà con l’esposizione di uniformi e veicoli storici dell’Arma; la mostra delle opere del maestro “Renè” dedicate al servizio quotidiano dell’Arma dei Carabinieri; un dialogo tra la giornalista Grazia Di Dio e la dottoressa Franzoni; la consegna di due borse di studio ad altrettanti studenti meritevoli, offerte dalla vedova; e l’esibizione della Fanfara della Scuola Allievi Carabinieri di Roma.

Il Maresciallo Capo Di Resta fu insignito della Medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria. Addetto al Nucleo Operativo del Comando Provinciale, insieme a un altro militare rintracciò quattro malviventi armati che poco prima avevano rapinato un rappresentante di preziosi. Consapevole della situazione di inferiorità, non esitò ad affrontarli per impedirne la fuga. Notato il commilitone sul punto di essere sopraffatto, uscì allo scoperto per intimare ai malviventi di lasciarlo libero. Investito da un’azione di fuoco, reagì con l’arma in dotazione e ferì tre malfattori prima di cadere esanime, attinto da numerosi colpi. Il suo comportamento eroico salvò la vita al commilitone e permise l’identificazione e la cattura dei quattro malviventi, il recupero della refurtiva e il sequestro di numerose armi e munizioni.

“Fulgido esempio di elette virtù militari e di altissimo senso del dovere, spinto fino all’estremo sacrificio”, si legge nella motivazione.