“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Soliti errori: il Pescara esce battuto da Cesena
Nel finale Desplanches respinge il rigore a Shpendi
Un Pescara a tratti sfortunato esce sconfitto (dodicesimo KO stagionale) dal "Dino Manuzzi" di Cesena. Finisce 2-0 per i romagnoli, in una gara decisa da soliti errori e da un legno che ha negato a Caligara la gioia del gol. Nonostante il rigore parato da Desplanches nel finale, il Delfino torna in Abruzzo con molti rimpianti.
La squadra di Terzini (in panchina per lo squalificato Gorgone) approccia bene la gara, cercando Di Nardo con i traversoni di Oliveri. Tuttavia, la prima vera scossa è del Cesena al 18’, quando Shpendi mette Ciervo davanti alla porta: serve un Desplanches prodigioso per strozzare l’urlo del gol ai padroni di casa.
Il castello pescarese crolla però al 25’. Brugman commette un errore in fase di uscita, regalando palla a Tommaso Berti: il talento bianconero non se lo fa ripetere due volte e dai venti metri indovina un tracciante che si infila dritto sotto l'incrocio dei pali. Il Pescara reagisce: Caligara impegna Klinsmann con un bolide e, al 44’, Di Nardo insacca il pareggio, ma l'arbitro Crezzini annulla per un fuorigioco netto dello stesso Caligara a inizio azione.
Nella ripresa entra Russo per Di Nardo, ma è l'ingresso di Meazzi a dare una scossa. Il giovane trequartista spaventa la difesa di casa con due conclusioni velenose che sfiorano lo specchio. Nel momento di massimo sforzo del Pescara, arriva però il raddoppio del Cesena al 77’: altro blackout a centrocampo, stavolta di Valzania, che si fa scippare il pallone da Ciervo; la sfera arriva a Francesconi il cui tiro, sporcato da una deviazione, beffa Desplanches. La dea bendata volta definitivamente le spalle ai biancazzurri al 79’, quando il sinistro chirurgico di Caligara si stampa sul palo a Klinsmann battuto. L’ultimo sussulto all'87’. Un contatto in area tra Bettella e Shpendi porta l’arbitro al VAR: braccio largo del difensore e calcio di rigore. Dal dischetto si presenta lo stesso Shpendi, ma Desplanches si conferma una garanzia e ipnotizza l'attaccante respingendo la conclusione. È l’ultima emozione di una gara che vede il Pescara punito oltre i propri demeriti, ma colpevole di gravi disattenzioni nei momenti chiave.
Cesena Pescara 2-0
CESENA (3-5-2): Klinsmann; Guidi (31'st Ciofi), Zaro, Mangraviti (1'st Piacentini); Ciervo, Magni; Castagnetti (16'st Castrovilli), Francesconi, Berti; Shpendi, Olivieri (16'st Bisoli).
A disp: Siano, Ferretti, Amoran, Arrigoni, Corazza, Cerri, Vrioni, Bastoni. All. Vergassola.
PESCARA (3-4-2-1): Desplanches; Gravillon (36'st Faraoni), Capellini, Bettella; Oliveri (16'st Meazzi), Brugman (16'st Lamine Fanne), Valzania, Letizia; Olzer, Caligara; Di Nardo (1'st Russo).
A disp: Saio, Profeta, Altare, Cagnano, Corbo, Brandes, Acampora, Berardi. All. Terzini.
Arbitro: Valerio Crezzini di Siena.
Reti: 25'pt Berti, 32'st Francesconi.
Note: Ammoniti Castagnetti, Mangraviti, Berti, Piacentini, Klinsmann. Al 44'st Desplanches respinge un rigore a Shpendi. Recupero: 2'pt, 5'st.
FOTO DI COPERTINA: PAGINA FACEBOOK PESCARA CALCIO, CREDITS MASSIMO MUCCIANTE




