Sequestrati tre smartphone al carcere di Pescara: donna deferita

Nardella (Cnpp-Spp) plaude alla Polizia Penitenziaria Una perquisizione efficace blocca l’ingresso di dispositivi vietati

Sequestrati tre smartphone al carcere di Pescara: donna deferita

Tre telefoni cellulari sono stati sequestrati dagli operatori della Polizia Penitenziaria nel reparto colloqui del carcere di San Donato a Pescara. A tentare di introdurli era una donna, fermata durante i controlli personali prima di un colloquio visivo con un detenuto. I dispositivi, vietati dalla legge, sono stati scoperti addosso alla visitatrice, che è stata deferita alla Procura della Repubblica di Pescara. La notizia è stata resa nota dal segretario nazionale del Cnpp-Spp (Coordinamento Nazionale Polizia Penitenziaria – Sindacato Polizia Penitenziaria), Mauro Nardella, che ha definito l’operazione un “ottimo lavoro” degli agenti, pur sottolineando come “molto resti da fare” per arginare il fenomeno della telefonia illegale negli istituti di pena.Secondo quanto riferito, la donna stava per fare entrare tre smartphone, ma è stata bloccata grazie all’abilità degli operatori penitenziari nel districarsi nei controlli di polizia. I telefoni, se fossero entrati in carcere, avrebbero potuto alimentare la “criminogenesi carceraria”, poiché spesso vengono utilizzati dai detenuti per portare avanti attività illecite anche dall’interno delle strutture.

La normativa di riferimento è l’articolo 391 ter del codice penale, introdotto nel 2020, che punisce con la reclusione da uno a quattro anni chiunque procuri indebitamente a un detenuto un apparecchio telefonico o ne consenta l’uso, oppure introduca in carcere tali dispositivi per renderli disponibili a un recluso.

Mauro Nardella ha rivolto un “plauso” ai poliziotti penitenziari del carcere di Pescara, ricordando che non è la prima volta che simili operazioni vanno a buon fine. “A loro va il mio più totale apprezzamento – ha dichiarato – al quale mi auguro segua quello dell’Amministrazione Penitenziaria attraverso il riconoscimento di apposita ricompensa”.

Il sindacalista ha però colto l’occasione per lanciare un appello allo Stato: il problema della telefonia mobile nelle carceri italiane è una “piaga” che richiede interventi strutturali, dal blocco del segnale all’adozione di sistemi antidrone. “Servono investimenti in risorse organiche e in sistemi logistici – ha concluso Nardella – senza i quali poco si potrà fare per arrestarne l’emorragia”.

Il sequestro arriva in un periodo di forte attenzione sulla sicurezza del carcere di San Donato. Nelle ultime settimane, il Cnpp-Spp ha denunciato gravi criticità nella struttura, definendola in alcune parti “anticamera dell’inferno” e chiedendo la chiusura di alcuni reparti.

Sempre in tema di sicurezza, il sindacato ha recentemente sollecitato la riattivazione del polo unico per i ricoveri dei detenuti presso l’ospedale di Pescara, dopo episodi di tentata evasione durante piantonamenti ospedalieri.