Egiziano morto in carcere, forse un gesto volontario

Il segretario del Sappe Nardella denuncia la carenza di personale e il sovraffollamento della popolazione di detenuti

Egiziano morto in carcere, forse un gesto volontario

Non si conoscono ancora le cause, si sospetta possa avere inalato il gas contenuto in una bomboletta da campeggio in uso ai detenuti per riscaldare, così come da regolamento penitenziario, quelle vivande spesso inviate dai loro familiari. È deceduto ieri nel carcere di Teramo un detenuto di giovane età. A quanto pare per cercare di capirci di più e fugare dubbi sono state attivate indagini e disposta l’autopsia. Il ragazzo di origini egiziane stava scontando la sua pena in una delle celle del carcere di Castrogno dove da tempo si soffre per il sovraffollamento carcerario e una carenza di organico che stenta a essere colmata. Sul caso interviene il segretario nazionale Cnpp-Spp Mauro Nardella: “La morte di un detenuto, per qualsiasi motivo essa accada, è fonte di dolore e inquietudine per tutti siano essi ristretti che addetti ai lavori. Allo stato vi sono 452 detenuti presenti a fronte di 255 posti regolamentari, quindi di detenuti, stante le tabelle ministeriali, ve ne sarebbero circa 200 in più, tanti quanti, cioè, la capienza di un altro istituto di pena di media grandezza. Il sovraffollamento carcerario, unito a una mancanza di circa il 15% di agenti, non aiuta per niente, né in termini del mantenimento di ordine e sicurezza né, così come previsto dall’articolo 5, comma 2 della Legge di Riforma della Polizia penitenziaria, nell’ambito del trattamento e della rieducazione giacché la polizia penitenziaria è abilitata a salvaguardarne l’attuazione così come contemplato dall’articolo 27, comma 3 della Costituzione".