Sciopero generale: l'Italia scende in piazza contro austerità e riarmo

Venerdì 30 ottobre mobilitazione nazionale dai sindacati di base. I co-segretari abruzzesi di PRC: "Unire le lotte per i servizi, il lavoro e la pace. Tassare i grandi patrimoni per la spesa sociale"

Sciopero generale: l'Italia scende in piazza contro austerità e riarmo

Una giornata di mobilitazione nazionale per chiedere un cambio di rotta nelle politiche economiche del governo. È lo sciopero generale indetto per oggi, venerdì 30 ottobre, dai sindacati di base, che vedrà scendere in piazza lavoratrici e lavoratori in tutta Italia. Una protesta che si intreccia con lo sciopero internazionale dei porti e che, come sottolineano i promotori, rappresenta "un’importante occasione per unire le vertenze che attraversano il Paese e rafforzare un movimento capace di contrastare il peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro".

In Abruzzo la mobilitazione si concentrerà a Pescara, dove è previsto un presidio in Piazza Italia a partire dalle ore 10. Alla manifestazione parteciperà anche il Partito della Rifondazione Comunista/Sinistra Europea, che da tempo sostiene la necessità di una convergenza tra le lotte sociali e del lavoro.

Secondo i co-segretari regionali PRC-SE Abruzzo, Viola Arcuri e Corrado Di Sante, lo sciopero di oggi assume un significato particolare: «Riteniamo necessario costruire una convergenza tra le lotte sociali e del lavoro contro le politiche di austerità, l'impoverimento dei ceti popolari e l'economia di guerra. In Europa e finalmente anche in Italia crescono le mobilitazioni contro un modello economico che sacrifica diritti, salari e servizi pubblici mentre destina risorse crescenti al riarmo».

Al centro della piattaforma della giornata c'è la critica alle scelte del governo Meloni, accusato di «puntare sul riarmo e sulla repressione sottraendo risorse allo Stato sociale» mentre «il costo della vita aumenta e salari e pensioni perdono potere d'acquisto». A questo proposito, Rifondazione Comunista porterà in piazza anche la proposta "1% Equo": «Tassare i grandi patrimoni – spiegano i co-segretari – per redistribuire la ricchezza e finanziare la sanità e la scuola pubbliche, il diritto alla casa e i servizi per tutte e tutti. Noi sosteniamo una scelta opposta: mettere la ricchezza al servizio della collettività, garantire i diritti sociali e far pagare di più a chi possiede di più».

La mobilitazione di oggi non è un episodio isolato. I promotori guardano con attenzione alla giornata di mobilitazione europea delle studentesse e degli studenti contro guerra e riarmo, così come allo sciopero generale indetto dalla CGIL per il prossimo 20 novembre. «Con lo stesso spirito – concludono Arcuri e Di Sante – guardiamo a queste scadenze».

Il corteo di Pescara si prepara dunque a far sentire la propria voce con uno slogan chiaro e diretto, che sintetizza le richieste della piazza: "Meno armi, più salario, più scuola, più sanità, più lavoro!".