Salvata da un intervento "raro": embolizzazione mini-invasiva ferma l'emorragia polmonare

Al Santo Spirito di Pescara una donna di 34 anni con fibrosi cistica torna a casa dai suoi due bambini grazie a una procedura eseguita in pochi centri in Italia

Salvata da un intervento "raro": embolizzazione mini-invasiva ferma l'emorragia polmonare

Un'emorragia delle vie aeree potenzialmente fatale, arrestata con una tecnica mini-invasiva eseguita in pochi centri di eccellenza in Italia. È la storia di una donna di 34 anni affetta da fibrosi cistica, salvata all'Ospedale Santo Spirito di Pescara con un'embolizzazione delle arterie bronchiali. La paziente sta bene ed è già tornata a casa, dalla famiglia e dai suoi due bambini piccoli.

L'intervento è stato eseguito nei primi giorni di ottobre. La donna, da tempo affetta da una forma avanzata di fibrosi cistica che aveva compromesso la vascolarizzazione bronchiale del polmone, era arrivata in ospedale con un sanguinamento profuso e incoercibile delle vie aeree. La broncoscopia aveva individuato la zona bronchiale responsabile dell'emorragia, legata alla patologia della paziente, senza però riuscire ad arrestare il sanguinamento.

Dopo un'attenta valutazione multidisciplinare, si è quindi deciso di procedere con l'embolizzazione arteriosa bronchiale, per intervenire sul circuito ad alto flusso di sangue arterioso che causava l'emottisi potenzialmente fatale. Attraverso un piccolo accesso vascolare arterioso, gli specialisti hanno introdotto microcateteri guidati da microguide, raggiungendo i vasi da trattare e rilasciando microparticelle embolizzanti e coils metalliche. La procedura ha consentito di interrompere il sanguinamento delle vie aeree e salvare la vita della paziente.

«L'embolizzazione ha permesso di arrestare l'emorragia attraverso un piccolo accesso arterioso – spiega il Dr. Vincenzo Di Egidio, direttore dell'UOC di Radiologia diagnostica ed interventistica –. La particolarità riguarda l'applicazione di questa tecnica in una paziente con fibrosi cistica: è in questo specifico contesto che il trattamento rappresenta ancora una rarità, eseguibile in centri selezionati e di eccellenza, poco numerosi sul territorio nazionale».

L'intervento è stato condotto dall'équipe di Radiologia Interventistica, con primo operatore il Dr. Maurizio Pellegrini, dell'UOC di Radiologia diagnostica ed interventistica. Hanno collaborato gli specialisti dell'UOC di Chirurgia Toracica, diretta dal Dr. Marco Casaccia, e il confronto clinico ha coinvolto a distanza anche il Centro di Riferimento Regionale per la Fibrosi Cistica, diretto dal Dr. Pietro Ripani.

Il supporto medico-assistenziale è stato assicurato dalle UOC di Anestesia, diretta dal Dr. Vincenzo Gargano, di Terapia Intensiva e Anestesiologia, diretta dalla Dr.ssa Rosamaria Zocaro, e UOS Rianimazione, diretta dalla Dr.ssa Antonella Frattari.