Pugno di ferro del Viminale: trasferte vietate per i tifosi del Pescara fino a fine stagione

Il petardo esploso allo 'Stirpe' costa carissimo

Pugno di ferro del Viminale: trasferte vietate per i tifosi del Pescara fino a fine stagione

Il conto presentato dalle autorità per i fatti di Frosinone è di quelli salatissimi. La trasferta dello "Stirpe", che aveva visto circa 800 sostenitori biancazzurri al seguito della squadra nel match terminato 2-2, si trasforma oggi in un pesante macigno sul finale di campionato del Pescara. Tutto nasce da quel petardo esploso al 21’ del primo tempo sul terreno di gioco laziale. Un episodio che aveva portato all’interruzione della gara per sette minuti e a una sanzione di 18mila euro inflitta dal Giudice Sportivo alla società adriatica. La motivazione ufficiale non lasciava spazio a interpretazioni: il lancio dell’ordigno aveva causato il momentaneo stordimento del preparatore atletico biancazzurro, costringendo il direttore di gara a congelare la partita. 
Se l’ammenda pecuniaria sembrava aver chiuso il capitolo sportivo, la scure amministrativa è arrivata dritta dal Ministero dell’Interno. La decisione è drastica: divieto assoluto di trasferta per la tifoseria pescarese fino al termine della stagione. Un provvedimento che non giunge inaspettato, considerando che la tifoseria era già finita sotto la lente d’ingrandimento delle autorità nei mesi scorsi, ma che colpisce duramente il supporto alla squadra in un momento cruciale del calendario. Il Pescara si troverà dunque a navigare i campi di mezza Italia senza l’apporto del suo dodicesimo uomo a Bolzano (contro il Sud Tirol) e a seguire Empoli, Reggio Emilia, Carrara e Padova. Cinque tappe fondamentali dove il silenzio del settore ospiti peserà come un macigno sulle ambizioni della squadra. Resta l’amaro in bocca per una sanzione che colpisce indistintamente un’intera piazza per l’intemperanza di pochi, segnando un solco profondo tra la passione della piazza e le restrizioni di sicurezza