“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Parco della Costa dei Trabocchi: i sindaci verso una posizione comune?
Incontro il 14 settembre organizzato dalla Provincia di Chieti in vista del vertice a Roma. Tema centrale: le aree agricole intensive a rischio limitazioni
I 19 sindaci dei Comuni che ricadono nel territorio del Parco della Costa dei Trabocchi e Teatina sono stati convocati il 16 settembre a Roma dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica per un confronto di carattere tecnico e politico. In preparazione a questo appuntamento, la Provincia di Chieti, attraverso il consigliere delegato all’agricoltura Angelo Radica, con il supporto del consigliere Roberto Nardone, vicesindaco di San Vito Chietino, ha organizzato un incontro online per il 14 settembre. Sono stati invitati tutti i 19 sindaci, con l’obiettivo di definire e coordinare le varie posizioni in modo da offrire al territorio e al Ministero una visione comune dello sviluppo sostenibile.
Il tema prevalente sarà la destinazione dei territori coltivati ad agricoltura intensiva, vigneti ed oliveti in primis, che rischiano limitazioni e impedimenti burocratici con l’attuale perimetrazione e la collocazione in zona 2. L’incontro di lunedì 14 settembre fa seguito ad altri due confronti che si sono svolti tra la fine di agosto e l’inizio di settembre. È già emersa, da gran parte dei 19 sindaci, la volontà di arrivare a una posizione comune pur naturalmente salvaguardando le specificità territoriali. Un ulteriore incontro, organizzato dalla CIA, si è successivamente svolto a Fossacesia dove Radica ha proposto di conservare il raccordo costruito finora in prima battuta tra i sindaci e poi con Regione e associazioni di rappresentanza degli agricoltori.
“I sindaci che si sono espressi in queste occasioni di confronto chiedono in gran parte modifiche alla perimetrazione e soprattutto alla destinazione di zona azione delle aree agricole coltivate a vigneti, uliveti e frutteti – dichiara Radica –. Solo 5 dei 19 sindaci hanno deliberato e inviato al Ministero la netta contrarietà dell’inserimento del proprio territorio all’interno del Parco anche chiedendo una legge che lo cancelli definitivamente. In questo ultimo caso la palla passa alla politica nazionale”.
Il confronto di Roma rappresenta dunque un passaggio decisivo per definire il futuro del Parco e delle attività agricole che insistono sul territorio. La maggior parte dei sindaci sembra orientata a chiedere una revisione della perimetrazione e delle limitazioni, mentre una minoranza chiede l’abolizione totale del Parco. La partita, come sottolineato da Radica, si sposta ora sul piano politico nazionale.



