“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Si sblocca dopo un ventennio l’assurdo stallo del Parco Nazionale della Costa Teatina
Il TAR Abruzzo dà ragione al WWF: novanta giorni per istituire l’area protetta. Possibile la nomina di un commissario ad acta se la politica continuerà a ignorare la legge
Con la sentenza n. 335/2026, pubblicata questa mattina, il TAR Abruzzo Sezione di Pescara ha accolto il ricorso promosso dal WWF Italia e ha finalmente sbloccato l’iter istitutivo del Parco Nazionale della Costa Teatina. Il Tribunale ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni sostenute dall'Associazione e ha sancito l'obbligo del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica di concludere la fase procedimentale prevista dall'art. 34, comma 3, della legge n. 394/1991, provvedendo alla delimitazione provvisoria del Parco, all'adozione delle misure di salvaguardia e alla costituzione del soggetto di gestione provvisoria dell'Area protetta. Non solo: il TAR ha anche assegnato al Ministero un termine perentorio di 90 giorni e ha previsto, in caso di ulteriore inadempimento, la possibilità di nomina di un Commissario ad acta su istanza di parte.
L’avvocato Alessandro Corporente, che ha rappresentato l’associazione del Panda davanti ai giudici amministrativi, non nasconde la propria soddisfazione: “La sentenza del TAR Abruzzo ha riconosciuto la fondatezza delle ragioni sostenute dal WWF Italia e ha ordinato al Ministero dell'Ambiente di concludere entro termini precisi il procedimento relativo al Parco Nazionale della Costa dei Trabocchi e Teatina. Dopo oltre vent'anni di attesa e anni di attività istruttoria, il Tribunale ha affermato un principio semplice ma fondamentale: non si può rinviare all'infinito una decisione prevista dalla legge. Questa pronuncia rappresenta un importante passo avanti per la tutela del territorio e dell'ambiente costiero abruzzese. Adesso attendiamo che le amministrazioni competenti diano piena e tempestiva esecuzione a quanto disposto dal TAR”.
“Si tratta - aggiunge il presidente del WWF Italia Luciano Di Tizio - di una decisione particolarmente significativa perché afferma che il procedimento non può essere ulteriormente rinviato e che le Amministrazioni competenti hanno il dovere di assumere le determinazioni previste dalla legge. Nei prossimi giorni, dopo la notifica della sentenza, predisporremo una diffida indirizzata al Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica, alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla Regione Abruzzo e ai Sindaci dei Comuni interessati, con richiesta di sospendere il rilascio e l'efficacia di autorizzazioni, concessioni e titoli abilitativi incompatibili con le finalità di tutela dell'istituendo Parco, richiamando i principi e gli effetti derivanti dagli articoli 6 e 12 della legge n. 394/1991 e dalla stessa pronuncia del TAR”.




