Costa teatina, i sindaci frenano sul Parco nazionale

Timori per vincoli, attività economiche e autonomia dei Comuni. Ma il Tar ha rimesso al centro l’iter per l’istituzione dell’area protetta

Costa teatina, i sindaci frenano sul Parco nazionale

I sindaci della costa teatina continuano a opporsi alla realizzazione del Parco nazionale della Costa Teatina, meglio noto come il Parco della Costa dei Trabocchi. La loro linea critica si concentra soprattutto su tre punti: il rischio di nuovi vincoli per urbanistica e opere pubbliche, le ricadute su turismo e attività produttive, e la richiesta di un ruolo più forte per i Comuni nelle scelte sul territorio. La posizione degli amministratori locali nasce da una lunga fase di rinvii e contrapposizioni istituzionali. In questi giorni il confronto si è riacceso dopo la sentenza del Tar di Pescara, che ha ordinato al Ministero dell’Ambiente di procedere entro 90 giorni alla costituzione del Parco, riconoscendo l’illegittimità dell’inerzia amministrativa. Secondo quanto riportato da Rete8, l’ex commissario Giuseppe De Dominicis ha spiegato che i sindaci dovranno comunque fare la loro parte nel nuovo percorso istituzionale. Dall’altra parte, il fronte ambientalista insiste sulla necessità di portare finalmente a compimento un progetto fermo da anni. Il Wwf ha diffidato gli enti competenti affinché non vengano autorizzate opere incompatibili con la tutela delle aree interessate, ricordando che il perimetro individuato da Ispra comprenderebbe 19 comuni per oltre 11 mila ettari. Per le associazioni, il Parco sarebbe uno strumento utile non solo per proteggere la costa, ma anche per rafforzare una forma di sviluppo più sostenibile. Resta dunque aperto il nodo politico più delicato: trovare un equilibrio tra conservazione ambientale e interessi delle comunità locali. I sindaci chiedono garanzie e maggiore coinvolgimento, mentre i sostenitori del Parco spingono perché dopo venticinque anni di rinvii si arrivi finalmente a una decisione definitiva.