“Legami alle comete, come alle code dei cavalli, trascinami, squarciandomi sulle punte delle stelle.”. Vladimir Vladimirovič Majakovskij
Parco d'Abruzzo: la popolazione di orsi tra 73-88 individui
Le femmine sarebbero 43 mentre i maschi 38. Stamattina la presentazione dei risultati del progetto di conservazione della specie al Ministero dell'Ambiente
Si è svolta oggi, presso il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE), la presentazione della nuova stima di popolazione dell’orso bruno marsicano, la prima realizzata sull’intero areale di distribuzione,frutto del campionamento genetico condotto nell’estate 2025. Lo studio è stato finanziato grazie al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) nell’ambito Misura M2C4 I.3.2“Digitalizzazione dei parchi nazionali e delle aree marine protette” (cd. “DigitAP”)
Rappresenta la più estesa e sistematica attività di monitoraggio genetico mai realizzata per questa sottospecie. Il successo dell’iniziativa è frutto di una sinergia che ha coinvolto MASE, ISPRA e decine di enti, tra cui Parchi Nazionali, Parchi e Riserve Regionali, Reti di Monitoraggio dell’orso marsicano, Regioni, Carabinieri Forestali, associazioni ambientaliste e i due soggetti privati aggiudicatari dei servizi tecnici di raccolta e analisi genetica dei campioni biologici (Istituto di Ecologia Applicata e BMR Genomics).
Dall’analisi modellistica dei dati è emersa una stima complessiva di 81 individui (43 femmine e 38 maschi), con un intervallo di incertezza compreso tra 73 e 88 orsi. La stima si riferisce agli oltre 6.000 km2 nell’Appennino centrale che ad oggi costituiscono l’areale di distribuzione di questa sottospecie endemica di orso, gravemente minacciata di estinzione. I dati che emergono dalla stima confermano il Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise e la sua Zona Contigua come l’areale principale della specie, dove il numero degli esemplari presenta una sostanziale stabilità o un leggero aumento rispetto alla stima del 2014; emerge la presenza di circa 16 esemplari nelle aree periferiche, a prova del processo di espansione in atto, il cui successo futuro dipenderà anche dalla protezione dei corridoi ecologici, ovvero le zone che permettono la connessione di aree idonee alla sua presenza.
I risultati del progetto non offrono solo un aggiornamento numerico di orsi presenti in Appennino e del successo degli interventi di conservazione attuati in questi anni, ma anche preziose indicazioni di indirizzo per le future azioni di conservazione. Lo studio conferma che le aree periferiche della distribuzione dell’orso sonoidonee ad ospitare una presenza stabile e abbondante, ma che il lento processo di espansione dell’areale si dovrà confrontare con laframmentazione dell'habitat, con il degrado dei pochi corridoi ecologici esistenti tra il centro e la periferia e con la necessità di assicurare forme di contemperamento della presenza antropica e degli usi produttivi del territorio, più rilevanti nelle aree periferiche dell’areale. In tal senso si conferma l’importanza del coinvolgimento delle Regioni, del CUFAA e delle aree protette nell’attuazione del Piano d’azione per l’orso marsicano (PATOM) che potrà rafforzare, a partire da questi risultati, l’importante attività portata avanti in questi anni.
Il complesso lavoro svolto deve rappresentare lo stimolo per proseguire nel monitoraggio e nell’acquisizione di conoscenze ma, soprattutto, per un rinnovato impegno di tutte le amministrazioni territorialmente coinvolte affinché si concili lo sviluppo socioeconomico delle comunità locali con gli interventi per continuare a migliorare lo stato di conservazione della specie, in maniera da garantire un futuro all’orso bruno marsicano.




