Nuova Pescara, la battaglia continua: Sola (M5S) attacca la mozione di Spoltore

"Un insulto all'intelligenza dei cittadini": il capogruppo pentastellato definisce "politicamente indecente" il documento che chiede di ripetere il referendum sulla fusione

Nuova Pescara, la battaglia continua: Sola (M5S) attacca la mozione di Spoltore

La querelle sulla Nuova Pescara non accenna a placarsi. Dopo la risoluzione approvata in Consiglio Regionale, arriva un nuovo siluro dal Consiglio Comunale di Spoltore, dove oggi, giovedì 5 novembre, si discute una mozione che chiede di accelerare sulla ripetizione del referendum sul progetto di fusione tra Pescara, Montesilvano e Spoltore. Una mossa che non è piaciuta affatto a Paolo Sola, capogruppo del Movimento 5 Stelle a Pescara, che non usa mezzi termini per commentare l'iniziativa.

"Se pensavamo che fosse impossibile assistere a qualcosa di ancora più disdicevole della vergognosa risoluzione approvata in Consiglio Regionale, la mozione presentata a Spoltore è riuscita nell'impresa di smentirci – dichiara Sola –. Un documento politicamente indecente, che rappresenta forse il punto più basso di dodici anni di ostacoli, rinvii e tentativi di sabotare la nascita della Nuova Pescara".

Il punto che fa più discutere è la definizione, contenuta nella mozione, del referendum del 2014 come un "voto al buio". Secondo Sola si tratta di un'affermazione di "una gravità inaudita", che "suona come un insulto all'intelligenza e alla consapevolezza delle decine di migliaia di persone che si espressero democraticamente a favore della fusione".

Il paradosso, secondo il capogruppo pentastellato, è che a mettere in discussione quella scelta siano "proprio gli esponenti di una classe politica che, per oltre un decennio, non è stata capace di darle attuazione. Prima hanno disatteso la volontà popolare, poi hanno utilizzato i ritardi da loro stessi accumulati come giustificazione per chiedere di tornare alle urne. Un cortocircuito istituzionale che avrebbe dell'incredibile, se non fosse tutto drammaticamente vero".

Sola punta il dito anche contro gli argomenti utilizzati nella mozione, come il presunto "deficit di rappresentatività democratica" e la differenza tra le denominazioni "Nuova Pescara" e "Pescara". "Siamo alla ricerca disperata di qualsiasi appiglio pur di non assumersi la responsabilità di realizzare ciò che i cittadini hanno già deciso", attacca. E aggiunge: "La democrazia non è un sondaggio da ripetere finché non si ottiene il risultato desiderato. Il ricambio generazionale, il tempo trascorso e le difficoltà amministrative non possono diventare strumenti per azzerare una decisione popolare ogni volta che questa risulti sgradita a chi governa".

La verità, secondo Sola, è un'altra: "Il principale ostacolo alla fusione non è mai stata la volontà dei cittadini, ma quella di una parte della classe dirigente locale di conservare i propri piccoli centri di potere, le proprie rendite di posizione e i propri equilibri politici". La Nuova Pescara, sostiene, "rappresenta una straordinaria opportunità di sviluppo, di razionalizzazione dei servizi e di rafforzamento del nostro territorio. Non può continuare a essere ostaggio di chi considera le istituzioni una proprietà da difendere".

Il capogruppo M5S chiude con un monito rivolto a chi invoca un nuovo referendum: "Il voto dei cittadini non è una cambiale in bianco per gli amministratori, ma nemmeno un foglio da stracciare quando il risultato non conviene. Chi oggi invoca un nuovo referendum non sta restituendo la parola ai cittadini: sta cercando di togliere valore a quella che hanno già espresso".