Nuova Pescara a rischio boicottaggio

Anche il comune di Montesilvano come quello di Spoltore andrà alle urne a giugno per il referendum sulla fusione: che succederà?

Nuova Pescara a rischio boicottaggio

Dopo Spoltore anche Montesilvano porterà alle urne gli elettori per il referendum cittadino sulla Nuova Pescara. Le amministrazioni di centrosinistra e di centrodestra hanno approvato a maggioranza il provvedimento con lo scopo, nemmeno troppo velato, di impedire che il processo di fusione nella città metropolitana venga concluso entro il primo gennaio 2027. A pesare sulla situazione il mezzo dietrofront annunciato dal presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri che ha parlato della possibilità di uno slittamento al 2029 e che renderebbe inutile lo sperpero di risorse pubbliche per una nuova consultazione sulla stessa materia, benché a dodici anni di distanza. Sul tavolo della fusione ci sono i cento milioni stanziati dal governo nazionale per l'accorpamento di grandi comuni ma anche l'eventuale perdita di rappresentatività territoriale che tanto spaventa i politici impegnati nella campagna elettorale. Perché ora assisteremo, nei prossimi due mesi, ad una feroce propaganda tra chi è favorevole e chi è contrario alla Nuova Pescara. Il tema è divisivo ma anche trasversale come è evidente dallo stretto rappprto che unisce nella battaglia l'amministrazione di centrosinistra di Spoltore e quella di centrodestra di Montesilvano. Ovviamente seguiremo ancora questa pagina della politica che non smette mai di sorprendere. Il primo risultato - quello spoltorese - lo conosceremo il 14 giugno, l'altro dopo una settimana: domenica 21 giugno 2026.